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Draghi firma il Dpcm sul green pass per controlli e app

© Foto : CC-BY-NC-SA 3.0 IT / Palazzo ChigiIl Presidente del Consiglio, Mario Draghi, partecipa al Vertice UE-Balcani occidentali
Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, partecipa al Vertice UE-Balcani occidentali - Sputnik Italia, 1920, 13.10.2021
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Digitalizzazione integrata dei controlli; fasce di accesso al lavoro allargate; nuove tecnologie, ma anche sanzioni per i lavoratori non in regola con il green pass.
Mario Draghi ha firmato il nuovo Dpcm riguardante la verifica del possesso del green pass da parte dei lavoratori, su proposta del ministro dell'economia e delle finanze Daniele Franco, del ministro della salute Roberto Speranza e del ministro per l'innovazione tecnologica e la transazione digitale Vittorio Colao.
La misura serve a dare indicazioni precise a datori di lavoro e lavoratori e a fornire loro i dovuti strumenti informatici per verificare quotidianamente ed in modo automatico la sicurezza dei lavoratori ed il possesso della certificazione verde da parte di quest'ultimi.
Si parte con l'attuazione della misura il prossimo 15 ottobre.

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Oltre all'app 'VerificaC19', verranno rese disponibili funzionalità che consentano la verifica giorno per giorno dei lavoratori, sia nel pubblico che nel privato.
Tali controlli avverranno grazie ad una progressiva integrazione tra i sistemi di lettura dei QR-code e i sistemi di accesso usuali al posto di lavoro, non da ultimo i sistemi per la rivelazione delle temperature e quelli adibiti alla registrazione delle presenze.
Sanzioni previste per i trasgressori, fasce di orario allargate per consentire l'accesso ed il controllo dei lavoratori, nuove tecnologie ed una maggiore integrazione tra gli strumenti ed il software, prevista la possibilità di spostare i lavoratori in altre aree in caso di necessità, protezione della privacy.

Chi è preposto ai controlli

Il "soggetto preposto al controllo", ricorda il governo tramite il suo portale, è il datore di lavoro, "il quale potrà delegare questa funzione con atto scritto a specifico personale, preferibilmente con qualifica dirigenziale". Quanto alle modalità, i controlli potranno avvenire in vari modi, all'ingresso, o successivamente, con controlli a tappeto o che interesseranno quotidianamente per almeno un 20% i lavoratori, garantendo la rotazione (e quindi il controllo del personale intero).
Per le verifiche sarà possibile utilizzare l'applicazione gratuita 'VerificaC-19', o gli altri strumenti di controllo previsti. Si ricorda che la misura ha ideato anche una progressiva e auspicata integrazione tra i vari sistemi di controllo. Sarà così possibile, ad esempio, controllare ad un tempo temperatura e possesso del green pass, il tutto con un solo strumento, oppure sarà l'usuale tornello già in uso in azienda a rilevare, oltre che l'ingresso del lavoratore, anche il possesso dei requisiti. Il software in uso sarà integrato direttamente con la piattaforma nazionale che rilascia i green pass, ('NoiPa' o il portale Inps per le ditte con almeno 50 dipendenti, sia nel pubblico che nel privato, e altri strumenti informativi di gestione per quelle amministrazioni pubbliche con almeno mille dipendenti).

Le fasce d'orario

Data la necessità dei controlli ai varchi, e non, il governo caldeggia un ampliamento delle fasce di orario in ingresso e uscita. Sarà così possibile raggiungere la propria sede di lavoro e iniziare conseguentemente la propria attività lavorativa in un maggior arco di tempo.

Le sanzioni

I lavoratori che risulteranno sprovvisti del dovuto green pass verranno considerati "assenti ingiustificati". I giorni così conteggiati non andranno a maturare ferie e comporteranno inoltre la perdita dell'anzianità di servizio. Tali giorni verranno semplicemente conteggiati come "assenza", in definitiva.

"Per le giornate di assenza ingiustificata, dovute alla mancata presentazione del green pass, "al lavoratore non sono dovuti né la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominati, incluse tutte le componenti della retribuzione, anche di natura previdenziale, previste per la giornata lavorativa non prestata", riporta TGcom24.

La privacy

Il Dpcm specifica anche che il datore di lavoro non potrà in alcun modo raccogliere i dati dei dipendenti, né conservarne i Qr-code. Inoltre, sarà sì possibile richiedere le certificazioni in anticipo per la programmazione dei turni e in generale per organizzare i turni, ma tale anticipo non dovrà superare in ogni caso le 48 ore.

Movimentazione tra diversi uffici

La misura fa anche menzione del caso in cui per comprovate motivazioni lavorative, con l'introduzione delle nuove misure, si presentasse il caso di interruzione di servizi essenziali; in tal caso il datore di lavoro, nel pubblico come nel privato, potrà attivare in via d'urgenza, misure per la riorganizzazione interna, come ad esempio spostare i lavoratori ad altro ufficio o area, il tutto per fronteggiare ed evitare il rischio di non poter impiegare i lavoratori, qualora sprovvisti del green pass. In parole povere, la misura cerca di osteggiare il più possibile le situazioni di emergenza.
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