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Un dossier boccia la strategia dell'immunità di gregge: "Ha provocato migliaia di morti"

Boris Johnson - Sputnik Italia, 1920, 12.10.2021
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Un report redatto da due commissioni del parlamento britannico mette sotto accusa i ritardi del premier Boris Johnson nel varare misure restrittive all'inizio della pandemia: "Hanno provocato diverse migliaia di morti che potevano essere evitate".
Il ritardo nell’imporre misure restrittive come il lockdown, la chiusura delle frontiere e il distanziamento sociale nei primi mesi della pandemia ha provocato “diverse migliaia di morti che potevano essere evitate”.
L’atto di accusa al premier britannico Boris Johnson e alla strategia dell’immunità di gregge perseguita inizialmente dal governo di Londra nella lotta al Covid è contenuto in un report delle commissioni Salute e Scienza del parlamento britannico, presiedute da due deputati conservatori, pubblicato martedì.
Il dossier sulle “lezioni imparate dal Coronavirus” mette a confronto i successi della strategia britannica, come la campagna vaccinale, con i passi falsi dell’esecutivo, soprattutto nelle prime fasi della pandemia.
La risposta iniziale all’epidemia di Covid, viene messo nero su bianco nella relazione, è stata “uno dei più importanti fallimenti di sanità pubblica che il Regno Unito ha mai sperimentato.
Sotto accusa, insomma, ci sono i proclami del premier sull’immunità di gregge e i ritardi nell’effettuare i tamponi e nell’imporre le prime chiusure. Secondo quanto riassume il New York Times, il rapporto punta il dito contro la cerchia di consiglieri del premier che non hanno considerato inizialmente tra le opzioni un contenimento della circolazione del virus.
Il primo lockdown in Gran Bretagna, infatti, arriverà nel marzo 2020, due mesi dopo la scoperta del primo caso di Covid nel Paese. “Questa perdita di tempo – è la conclusione del dossier – è stata fatale a molti”.
Queste decisioni, secondo il rapporto, sono state prese anche sulla base del fatto che gli inglesi non avrebbero accettato i lockdown e altri tipi di restrizioni. Un assunto che, notano i parlamentari, si è poi rivelato falso.

Il successo della campagna vaccinale

Gli errori del governo britannico hanno portato il Paese ad essere tra quelli più duramente colpiti dal virus, con 137mila morti.
Per contro, nota il dossier, gli investimenti nella ricerca sui vaccini, come quello di Astrazeneca, e la campagna vaccinale “aggressiva” messa in campo dal governo, ha poi permesso di voltare pagina e di iniziare il cammino verso il ritorno alla normalità.
La decisione di Downing Street di aumentare l’intervallo tra le due dosi di vaccino per assicurare che la maggior parte della popolazione ricevesse almeno la prima iniezione è stata “dirimente e coraggiosa”, si legge nelle pagine del documento, uno dei più estesi redatti finora sulla pandemia in Gran Bretagna.
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