Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Calenda: "per il M5S tutto deve essere gratis. Stato come un Babbo Natale. È il modello venezuelano"

© AFP 2021 / Alberto PizzoliCarlo Calenda
Carlo Calenda  - Sputnik Italia, 1920, 12.10.2021
Seguici su
Scontro accesso quello di queste ore, con i politici dei vari schieramenti che si fronteggiano a colpi di slogan, accuse, proposte e contro-proposte.
Grillo se n'era uscito con un "Lo Stato paghi i tamponi ai lavoratori" sul suo blog, sottolineando la cifra che servirebbe allo stato per una simile operazione: 1 miliardo di euro solo per arrivare a dicembre 2021.
Si intende, i tamponi per quei lavoratori che non possono o non vogliono vaccinarsi.
L'idea arriva alla vigilia della messa in opera delle misure previste dal decreto legge e che dovrebbero entrare a pieno regime dal 15 ottobre.
La proposta del comico genovese a capo del M5S era di "pacificazione", a suo dire. L'intento era il mettere a tacere le polemiche in vista, appunto, della fatidica data del 15 e tenendo conto che i non vaccinati attuali si attestano ad un 13/15% della popolazione di lavoratori italiani, cifra tutto sommato contenuta.

“Ad oggi, - scrive Grillo sul blog - sono circa 41 milioni gli italiani con vaccinazione completa. (...) Uno dei migliori dati in Europa, che dovrebbe suggerire quindi che il popolo no-vax in Italia è molto contenuto”.

Grillo suggeriva inoltre il risultato della campagnia di vaccinazioni nel Paese, che ha raggiunto uno dei risultati migliori in Europa, se si considera che circa l'80% della popolazione intera over 12 sia effettivamente vaccinata.
Prevedeva, il comico, anche un meccanismo di sgravio contributivo per le aziende, qualora fossero queste ultime ad anticipare il costo dei tamponi, pagando quest'ultimi a conguaglio, un po' come già succede per la cassa integrazione ordinaria.
Aveva immediatamente ribattuto il leghista Borghi, da sempre contrario al green pass, auspicando il voto per sopprimere addirittura il decreto legge appena approvato, per risolvere in un colpo solo la questione.
Da qui la critica di Carlo Calenda con un tweet. L'ex ministro dello sviluppo economico ha subito ribattuto:
"Il Movimento 5 Stelle chiede che tutto sia gratuito. Coltiva l'illusione di molti italiani che lo Stato sia un babbo natale che spende soldi propri e non dei cittadini. È il modello venezuelano":
Anche Salvini e la Meloni chiedono che i tamponi siano gratis per chi sprovvisto di vaccino, e che abbiano una validità di 72 ore per i risultati negativi.
Su facebook, la Meloni ha dichiarato che la proposta che la spesa non ricada sui cittadini è appoggiata anche dal segretario generale della cigl Landini.
"Non è infatti degno che milioni di lavoratori rischino di perdere il posto di lavoro o debbano vedere sensibilmente diminuito il loro stipendio: nella nostra Costituzione c'è ancora scritto che l'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro", dice la Meloni.
La Meloni auspica quindi un intervento rapido del governo per evitare caos e discriminazioni.

Sullo stesso tono, Salvini dichiara: "Allungare la validità di tutti i tamponi da 48 a 72 ore e garantire tamponi gratuiti a lavoratori e lavoratrici senza Green Pass. Lo chiede la Lega. Lo richiede il buon senso", citando Adnkronos.

Il leader della Lega, d'altro canto, a Quarta Repubblica aveva fatto notare che "lasciare a casa 4 milioni di lavoratrici e lavoratori da venerdì solo perché non hanno un certificato non è normale".
Sull'altra barricata, anche Orlando, ministro del lavoro e delle politiche sociali, si getta nella mischia politica, dichiarando che far diventare i tamponi gratuiti significa "dire sostanzialmente che chi si è vaccinato ha sbagliato", dichiarandosi anche però favorevole ad una forma di calmierazione dei prezzi dei test anti-covid.
Il candidato sindaco per la Capitale Calenda, ex ministro dello sviluppo economico, uscito terzo nella gara alla poltrona di primo cittadino della Capitale, si è dichiarato favorevole al green pass obbligatorio sui luoghi di lavoro, ma contrario all'idea che sia lo Stato a dover rifinanziare chi non si vaccina e che debba fornire tamponi gratuiti.
"Lo stato è fatto con i soldi dei cittadini che si sono vaccinati e non è possibile che chi non lo sia venga aiutato in questo modo. La posizione dei sindacati è davvero incomprensibile", secondo quanto dichiarato da Carlo Calenda, ex-candidato sindaco di Roma, all'incontro con il Consiglio Generale di Unindustria.
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала