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Orlando: “Le violenze sono un salto di qualità nell’ambizione eversiva dei neofascisti”

© AFP 2021 / Andreas SolaroAndrea Orlando, nuovo Ministro del Lavoro
Andrea Orlando, nuovo Ministro del Lavoro - Sputnik Italia, 1920, 11.10.2021
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Il ministro del Lavoro invita a leggere il fenomeno della piazza no green pass nelle sue due componenti: il movimento reale e l’estrema destra che lo sfrutta contro le istituzioni. Dalla politica basta ambiguità.
Per il ministro del Lavoro Andrea Orlando dietro le violenze sfociate nel corso dei cortei No green pass nel weekend ci sono due fenomeni che vanno analizzati con attenzione e con due approcci diversi.
Da un lato, dice al Corriere della Sera, c’è “il movimento reale, dove paure, teorie complottistiche e malessere sociale si mischiano” e dall’altro ci sono fronde di matrice fascista che provano a “cavalcare questa situazione” e “utilizzare questo movimento per scagliarlo contro le istituzioni democratiche”.
La strategia degli ultimi giorni “rappresenta un salto di qualità nell’ambizione eversiva della destra neofascista”, secondo Orlando.
E per contrastare questo salto di qualità, serve “una reazione di carattere diverso rispetto a quella un po’ accondiscendente che ha sottovalutato certi fenomeni apparentemente di reducismo grottesco”.
Il ministro Orlando, riprendendo quella che è una mozione d’urgenza proposta alla Camera dal Pd, dice: “Non escludo che oggi ci siano i presupposti per fare ciò che non si è fatto in passato, cioè, sciogliere quelle formazioni”.

Il movimento reale e le paure

Nei cortei, ricorda Orlando, “c’erano persone del movimento contro le chiusure, c’era gente spaventata, c’erano vittime di teorie complottistiche” e anche lavoratori spaventati dalla data del 15 ottobre quando entrerà in vigore l’obbligo di green pass sui luoghi di lavoro.
Per affrontare questo gruppo di persone “ci vuole un approccio che sia determinato, ma che deve essere accompagnato anche dalla capacità di correggere alcuni messaggi”.
Andando avanti sulla strada del green pass, che “non preclude il dialogo al contrario dell’obbligatorietà del vaccino”.

L’ambiguità della politica, inaccettabile

Il titolare del ministero del Lavoro si rivolge poi al mondo della politica e chiede chiarezza e fermezza nella condanna di quanto accaduto.
Sui “fascisti e sulla QAnon italiana c’è un pezzo di politica che è ambigua per appetiti elettorali. E questo è pericoloso perché legittima determinate posizioni”.
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