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No Green pass, l'ipotesi di Freccero: "Manifestazione volutamente infiltrata per screditarla"

© Sputnik . Eliseo BertolasiA Verona manifestazione contro il Green Pass al grido di “libertà”
A Verona manifestazione contro il Green Pass al grido di “libertà” - Sputnik Italia, 1920, 11.10.2021
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L'ex membro del Cda Rai è tra i principali sostenitori del referendum contro il Green pass e cita Cossiga: "Basta infiltrare una manifestazione per screditarla".
I disordini di sabato nel centro di Roma non sarebbero stati creati dagli attivisti No green pass ma da agenti infiltrati appositamente per screditare le proteste dei manifestanti riuniti a Piazza del Popolo. E' questa l'ipotesi che il noto massmediologo, autore e giornalista Carlo Freccero, illustra ad Adnkronos, commentando l'aggressione alla sede dalla Cgil.
"Ogni manifestazione No Green Pass - sostiene - è volutamente infiltrata".
Freccero promuove l'iniziativa referendaria per abolire il pass verde e lancia l'allarme per il deficit democratico emerso a causa della pandemia di Covid-19 e delle misure anti-contagio.
"Se sostengo il referendum - sottolinea - significa che sono a favore della Costituzione e che voglio difenderla da ogni attacco. Con il referendum vogliamo risolvere l'attuale deficit democratico con le armi della democrazia diretta. Però anche manifestare è un diritto, diritto costituzionale. Diritto che ormai ci viene negato nei fatti perché ogni manifestazione No Green Pass è volutamente infiltrata. E, come ci ricorda la celebre la frase di Cossiga, basta infiltrare una manifestazione per screditarla".
Come prova delle sue considerazioni cita un "episodio gravissimo che se fosse provato, getterebbe grave discredito sul rapporto di fiducia tra cittadini ed istituzioni. Sembra - afferma Freccero - che un funzionario di polizia in borghese abbia prima partecipato alle cariche contro la polizia ed abbia poi selvaggiamente aggredito a calci e pugni un inerme manifestante. Queste cose sono sempre successe, ma oggi c'è internet", spiega Freccero che parla anche di un appello lanciato per l'identificazione, effettuata in tempi brevissimi sulla base delle immagini disponibili.
Omette per rispetto della privacy di rivelare l'identità dell'agente e fa sapere che sono già partite le denunce penali.
"C'è un altro grave episodio da chiarire - avvisa poi - le foto di un manifestante che nei corridoi della Cgil si cambia d'abito per interpretare il ruolo del fascista", aggiunge Freccero. "Il G8 del 2001 si ripete vent'anni dopo", conclude.
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