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Covid, Mantovani: "Vediamo la luce in fondo al tunnel"

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Creative rendition of SARS-COV-2 virus particles - Sputnik Italia, 1920, 11.10.2021
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L'immunologo di Humanitas avverte anche che si dovrà convivere ancora a lungo con la pandemia di coronavirus e vanno dunque protetti i Paesi più poveri, con minore accesso ai vaccini.
Finalmente "vediamo chiaramente la luce in fondo al tunnel", ma ancora "dovremo convivere ancora a lungo" con la pandemia di Covid-19. Lo ha detto l'immunologo Alberto Mantovani, direttore scientifico dell'Irccs Istituto clinico Humanitas di Rozzano (Mi) e presidente della Fondazione Humanitas, in un'intervista al Corriere, ponendo l'accento sulla necessità di rendere sicuri i Paesi più poveri.
Mantovani conferma la preoccupazione "per i Paesi a basso reddito, perché non basta far arrivare le dosi, servono anche le strutture e le competenze per poterle somministrare".
In Africa solo il 4% della popolazione ha completato il ciclo di vaccinazione, mentre in Perù, con il 32% di immunizzati, aumenta la diffusione della variante Mu.
Non si tratta solo "di un problema morale - puntualizza - per sentirci davvero tranquilli, anche sulla nascita di nuove varianti del coronavirus, servire mettere in sicurezza quelle aree in cui le vaccinazioni procedono con una lentezza inaccettabile".

La situazione in Italia

Per concludere l'ultimo tratto di tunnel senza sbandamenti non è sufficiente vaccinare tutta la popolazione dai 12 anni in su, inclusi i guariti, è anche necessario "individuare i positivi con l'attività di testing e tracciare i contatti.
"Ma non basta - avverte Mantovani - se il vaccino è la patente ei tamponi sono la cintura di sicurezza, serve comunque un guidatore prudente".
Bisogna dunque proseguire con le regole anti-contagio, continuando ad indossare la mascherina nei luoghi chiusi.

Vaccinare i bambini under 12

La platea della popolazione vaccinabile dovrà essere estesa agli under 12 non appena sarà possibile. Secondo Mantovani sono diversi i motivi per vaccinare i bambini, il primo di tutti è che, seppur rare, esistono forme gravi di Covid infantile.
"Lo vediamo soprattutto in Paesi che non hanno una sanità avanzata come la nostra", fa notare l'immunologo.
Inoltre i bambini sono soggetti alla sindrome infiammatoria multisistemica, una patologia grave che spesso richiede il ricovero in terapia intensiva, e al long Covid.
"Si calcola che un bambino guarito su sette abbia problemi anche a distanza di 15 settimane", ha spiegato Mantovani. I disturbi post Covid possono sopraggiungere anche fra i soggetti asintomatici o paucisintomatici.
Ad oggi sono 86.285.740 le dosi di vaccino anti-Covid somministrato in Italia e 43.275.562 persone hanno concluso il ciclo di vaccinazione. L'obiettivo della campagna vaccinale è stato raggiunto, con l'80,13% di persone immunizzate. In 309.368 hanno ricevuto la terza dose.
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