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Auf Wiederesehen Angela: tutti i buoni motivi per cui non sentiremo la tua mancanza

© REUTERS / Kai PfaffenbachКанцлер Германии Ангела Меркель пьет пиво на встрече Христианско-демократического союза Германии в городе Фолькмарзен
Канцлер Германии Ангела Меркель пьет пиво на встрече Христианско-демократического союза Германии в городе Фолькмарзен - Sputnik Italia, 1920, 11.10.2021
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Se diamo fede al detto secondo cui “un politico guarda solo alle prossime elezioni e uno statista è colui che guarda alla prossima generazione”, la Cancelliera Angela Merkel può essere archiviata dalla storia solo come una qualunque leader politica.
Intelligente lo è certamente e anche duratura nel tempo coi suoi ben sedici anni di potere.
E, indubbiamente, è stata un politico molto potente ma e chi non lo sarebbe stato alla guida del più ricco e forte Stato europeo?
Dotata di qualità, dunque, ma non di una qualunque lungimiranza. La sua azione di governo, a volte incerta e contradditoria, ha sempre avuto come principale obiettivo quello di assecondare la “pancia” dei tedeschi e mai di pensare a cosa dovrà essere la Germania del futuro e quale ruolo dovrà svolgere i Europa e nel mondo globalizzato.
A differenza di suoi grandi predecessori quali Adenauer, Brandt, Schmidt e Kohl, invece di puntare ad una “Germania europea”, ha sempre privilegiato l’idea di un’Europa che dovesse assecondare gli interessi immediati della Germania. A scapito dei ritorni sempre più necessari a medio e lungo termine.
Le caratteristiche di un politico non possono essere misurate soltanto guardando alla moralità del suo comportamento, ma per conoscerne il carattere è utile vedere quali scelte ha fatto nei momenti più compromettenti.

La "ragazza" di Kohl

A questo punto è bene ricordare che la dottoressa Merkel deve il suo ingresso in politica e il suo primo incarico ministeriale alla generosità di Helmut Kohl (che la chiamava la “ragazza”) che la pescò tra i tanti papabili provenienti dalla Germania Est.
Ebbene, nonostante tutto gli dovesse, come si comportò quando il vecchio Cancelliere si trovò nei guai con la magistratura?
Si precipitò a scrivere un articolo molto accusatorio e pesante contro il suo Pigmalione così da dissociarsene per garantirsi comunque un futuro politico indipendentemente. Il suo incontrollabile desiderio di potere si manifestò sin da allora ed è rimasto la linea costante del suo stare al governo per tutto il seguito della sua vita politica.
Ebbi occasione di vederla da vicino durante un congresso del Partito Popolare Europeo poco dopo il suo primo successo e, nell’occasione, alcuni suoi compagni me la descrissero come una donna arrivista, senza scrupoli e pronta a “uccidere” spietatamente chiunque si mettesse sulla sua strada. Mai confidenza si dimostrò così veritiera!
© Sputnik / Vai alla galleria fotograficaUn manifesto elettorale della CDU che raffigura Angela Merkel accanto ad Helmut Kohl
Un manifesto elettorale della CDU che raffigura Angela Merkel accanto ad Helmut Kohl - Sputnik Italia, 1920, 11.10.2021
Un manifesto elettorale della CDU che raffigura Angela Merkel accanto ad Helmut Kohl

Gli eredi

Non è un caso che, ora che se ne andrà apparentemente in modo definitivo, non ci siano eredi dalla personalità carismatica per poterla sostituire.
1.
Il suo primo possibile delfino fu l’attuale presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen, imposta a Bruxelles dopo aver sfigurato come ministro della Difesa del governo tedesco (tesi di laurea con 42 plagi su 62 pagine- inchieste della magistratura per consulenze a privati non sufficientemente giustificate- forze armate demotivate ecc.: in Germania tirarono un sospiro di sollievo per essersene liberati).
2.
Anche il secondo delfino, guarda caso sempre una donna, ha dovuto sparire dalla scena per un coinvolgimento in commesse assegnate dal suo ministero con metodi per lo meno dubbi.
3.
Dell’ultimo prescelto, il candidato Cancelliere Laschet, è inutile parlare poiché il giudizio su di lui è stato dato direttamente dagli elettori tedeschi nelle ultime elezioni.

Prima la Germania

In realtà se si osservano tutti i sedici anni dei governi Merkel si può notare che le sue scelte sono sempre state mirate ad assecondare la “pancia” dei tedeschi e non hanno mai lasciato intuire alcuna strategia sottostante.
Di certo, in Germania ha ottenuta una grande popolarità grazie a un’attenta cura dell’immagine che è sempre stata attenta a costruire, cosa che ha perfino portato l’opinione pubblica a definirla la “mamma”.
In realtà lei è sempre tata attenta a salvaguardare gli interessi puramente economici e a breve termine del suo Paese a discapito di qualunque prevedibile conseguenza a medio termine delle sue scelte. Tale giudizio non è solo soggettivo ma condiviso dalla maggior parte dagli analisti di politica internazionale ove i più indulgenti hanno definito le azioni di Angela Merkel semplicemente come “prudenti”.
© REUTERS / Axel Schmidt Angela Merkel con due piccoli vigili del fuoco
Angela Merkel con due piccoli vigili del fuoco - Sputnik Italia, 1920, 11.10.2021
Angela Merkel con due piccoli vigili del fuoco

Qualche esempio tra i tanti?

Cominciamo dalla crisi greca innescatasi nel 2008. Se appena il buco nei conti ellenici venne allo scoperto l’Europa fosse intervenuta immediatamente come alcuni suggerivano, il buco nelle finanze di quello Stato sarebbe stato contenuto e le sofferenze imposte ai poveri greci relativamente ridotte nel tempo e nella dimensione. Fu proprio la Merkel ad opporsi perché intervenire immediatamente avrebbe significato perdite importanti per le banche tedesche (e francesi) che avevano dissennatamente finanziato il deficit principalmente affinché fossero acquistati (proprio dalla Germania) ben 70 miliardi di euro in carri armati, sommergibili e sistemi d’aria.
Quando la Cancelliera acconsentì a che l’Europa intervenisse in aiuto di Atene dopo essersi garantita i rimborsi per le proprie banche, impose pure che la Grecia cedesse a società tedesche tutti gli aeroporti nelle località meta dei turisti teutonici.
© REUTERS / Alexandros AvramidisUn pensionato di Atene, il suo sguardo dice tutto
Un pensionato di Atene, il suo sguardo dice tutto - Sputnik Italia, 1920, 11.10.2021
Un pensionato di Atene, il suo sguardo dice tutto
Una seconda evidente dimostrazione della sua noncuranza per gli interessi altrui fu la questione dei profughi siriani.
In modo improvvido e senza consultarsi con nessuno dei partner europei, dichiarò che la Germania era pronta ad accogliere tutti i fuggitivi siriani che volessero venire in Europa. Perché lo fece?
La ragione va ricercata nelle caratteristiche che differenziano la popolazione siriana da altri popoli arabi: laicità, buona disponibilità economica di almeno d’una certa parte dei profughi e potenziale manodopera a basso costo. Purtroppo, sia l’opinione pubblica interna sia la reazione dei Paesi di transito, a partire dalla vicina Austria, la convinsero di aver commesso un azzardo e si precipitò a fare marcia indietro chiedendo ai turchi di fermare i profughi all’interno del proprio Paese in cambio di almeno sei miliardi di Euro.
Miliardi che, naturalmente, impose a Bruxelles di pagare opponendosi, tuttavia, a che un’operazione similare potesse essere fatta con i Paesi del sud mediterraneo, Italia e Spagna.
© REUTERS / Johan NilssonRifugiati siriani all'arrivo in una stazione nell'autunno del 2015
Rifugiati siriani all'arrivo in una stazione nell'autunno del 2015 - Sputnik Italia, 1920, 11.10.2021
Rifugiati siriani all'arrivo in una stazione nell'autunno del 2015
Vogliamo parlare anche delle regole stringenti per tutte le banche europee salvo che per le Casse di Risparmio tedesche?
Oppure della difesa ad oltranza del parametro del deficit al 3% di Maastricht dimenticando che anche il surplus tedesco non avrebbe dovuto superare la stessa percentuale per favorire così le economie degli altri Paesi europei?
Nei confronti dell’Ucraina sono venuta a galla la sua doppiezza e la sua ipocrisia. Dapprima ha assecondato le azioni americane e polacche per favorire le manifestazioni di piazza Maidan e ha fatto invitare ufficialmente dal suo partito, la CDU, i potenziali futuri leader di quel Paese (tra cui un ex pugile che in quel momento sembrava popolare a Kiev). Poi ha fatto da mediatore per un accordo con Yanukovich in vista di future nuove elezioni. Alla fuga di Yanukovich causata dall’aggravarsi delle tensioni si è precipitata, in barba ad ogni mediazione concordata precedentemente, a riconoscere tra i primi il governo installato dai ribelli.
Con la Russia l’ipocrisia è stata perfino maggiore. Da un lato ha continuato a lasciare che, nonostante l’esistenza formale di sanzioni, le sedi in Russia delle aziende tedesche continuassero a lavorare e finanziare le proprie attività in quel Paese.
Dall’altro ha alzato i toni delle critiche al Cremlino facendosi paladina di nuove sanzioni europee. Ovviamente purché non toccassero il raddoppio del gasdotto North Stream.
© Sputnik . Grigorij Sysoew / Vai alla galleria fotograficaGasdotto Nord Stream in Germania
Gasdotto Nord Stream in Germania - Sputnik Italia, 1920, 11.10.2021
Gasdotto Nord Stream in Germania
Nei rapporti con la Cina l’atteggiamento è stato lo stesso: condanna, seppur senza alcuna conseguenza, della mancanza del rispetto dei diritti umani ma anche pressioni sulla Commissione Europea affinché si concludesse un accordo Europa-Cina sui reciproci investimenti. Non a caso accordo utilissimo economicamente proprio per la Germania e (politicamente) soprattutto per la Cina.

Merkel e l'Italia: buona solo per farci le ferie

Da italiani e soprattutto da europei l’accusa più grave che possiamo rivolgere alla Cancelliera (speriamo di non ritrovarcela prossimamente a Bruxelles) riguarda l’aver perseguito gli interessi economici della Germania a breve termine contro quelli economici e politici a lungo termine dell’intera Europa e della Germania stessa.
Lei ha fatto costantemente orecchie da mercante alle avances europeiste del presidente francese Macron che puntavano a costruire nuove basi franco-tedesche per una Europa più integrata.
© Sputnik . Dmitry Astakhov / Vai alla galleria fotograficaBerlusconi e Angela Merkel al G20 di Cannes del 2011
Berlusconi e Angela Merkel al G20 di Cannes del 2011 - Sputnik Italia, 1920, 11.10.2021
Berlusconi e Angela Merkel al G20 di Cannes del 2011
A parole non si è mai risparmiata a favore di una maggiore unità e nel 2012 sostenne perfino essere necessaria “una Commissione che agisca come un governo Europeo…un forte Parlamento Europeo…con un Consiglio di Capi di Stato e di Governo come una seconda Camera”.
Ma quelle parole rimasero sempre tali e non accennò a concretizzare alcun atto diplomatico o politico.
Draghi, ricevendola, e se non altro per dovere di ospitalità, si è complimentato con lei per il ruolo svolto nella nascita del “Next Generation EU” per superare in tutta Europa le emergenze causate dal Covid.
Non ha però menzionato il fatto che questa e altre prese di posizione filo europee sono state assunte dalla Merkel solo dopo la guerra commerciale lanciata dal presidente americano Trump contro la Germania.
Era chiaro persino ad una nazionalista come lei che usare il peso europeo per contrapporsi all’aggressività trumpiana sarebbe stato più efficace di una Berlino solitaria contro Washington.
Purtroppo, avere una Merkel alla guida del più forte Stato europeo per la stessa Europa e per il suo cammino verso una maggiore unità è stata una vera iattura.
Non sappiamo cosa ci aspetta ora, ma fare peggio di lei sarà difficile.
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