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Migranti: quasi in 10mila in trappola nell'inferno libico, denucia l'Omi

© AFP 2021 / Hazem AhmedMigranti in Libia
Migranti in Libia - Sputnik Italia, 1920, 10.10.2021
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Lo riporta l'Organizzazione internazionale per le migrazioni. Sarebbero almeno in 10mila in una attesa senza fine nei centri di detenzione libici.
A denuciare il fatto, l'Organizzazione internazionale per le migrazioni, secondo cui sarebbero almeno in 10mila appunto le persone bloccate nei centri di detenzione libici, senza diritti né garanzie.
Quest'ultimo appello dell'Oim si aggiunge ai già innumerevoli altri in cui è stata denunciata la situazione dei migranti detenuti nel paese libico. La Libia sta vivendo una situazione politica di stallo che non sembra risolversi. In tale situazione politica, il paese riceve flussi di migranti dall'Africa subsahariana, desiderosi di raggiungere le coste dell'Italia e degli altri paesi dell'Ue che si affacciano sul mediterraneo, in cerca di una vita migliore. La Libia non fa che altro che fermare tali flussi, chiedendo spesso un riscatto alle famiglie in denaro, riscatto che molte volte i migranti non possono pagare, rimanendo così in un limbo nei centri di detenzione del paese.
Le organizzazioni internazionali come l'oim da anni denunciano il fatto, nonchè le inumane condizioni a cui sono sottoposti i migranti nei centri in cui sono detenuti illegalmente, come sottolinea la Human Right Watch, altra agenzia internazionale che si occupa di monitorare il rispetto dei diritti umani e la situazione dei rifugiati:
"La detenzione dei migranti in Libia è arbitraria in base al diritto internazionale in quanto prolungata, indefinita e non soggetta a controllo giurisdizionale".
I centri di detenzione libici sono veri e propri lager moderni con condizioni quali la totale mancanza di oggetti per la cura dell'igiene personale, quali spazzolini da denti e altro, che non vengono in alcun modo forniti, acqua salata al posto di normale acqua potabile, numerosi focolai di malattie quali la tubercolosi e il colera.
Da Repubblica queste le parole a gennaio 2020 di un ospite di uno dei tanti centri di detenzione del paese: "Viviamo in pericolo costante, per non parlare delle privazioni, e il degrado e le condizioni degradanti per la nostra dignità umana in cui siamo costretti a sopravvivere. Chiediamo l'aiuto di tutte le istituzioni europee e delle agenzie umanitarie di mobilitarsi per trovare e mettere in atto un piano straordinario di evacuazione di queste persone vulnerabili".
Come si vede, gli appelli si susseguono da svariati anni, senza che cambi la situazione.
Non è facile intuire una soluzione definitiva al problema, data l'instabilità in cui è caduto il paese dopo la fine del regime di Geddhafi. Intanto gli sbarchi di migranti sulle coste del mediterraneo continuano giornalmente, e a ciò si aggiunge la preoccupazione per l'Afghanistan; si teme che nuovi flussi con nuove rotte possano interessare di qui a breve l'Europa.
L'Oim lancia così un appello alle autorità libiche per "fermare l'uso eccessivo della forza, porre fine alla detenzione arbitraria e consentire l'immediata ripresa dei voli umanitari", riporta tgcom24.
L'Organizzazione internazionale per i migranti è una organizzazione nata nel 1951 con lo scopo di aiutare inizialmente e gestire i flussi di migranti all'indomani della fine della seconda guerra mondiale. Vanta tra i suoi fondatori anche l'Italia. Oggi è divenuta la prima agenzia internazionale che si occupa della gestione dei flussi migratori, al fine di garantire la dignità e il rispetto della vita umana.
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