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Accordo storico all’Ocse: sì alla tassa minima globale del 15% sulle multinazionali

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Google, Apple, Facebook, Amazon e Microsoft - Sputnik Italia, 1920, 09.10.2021
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A partire dal 2023 si prevedono 150 miliardi di dollari di ricavi fiscali in più. L’intesa sarà presentata al G20 dei ministri delle Finanze il 13 ottobre.
Un risultato che si ottiene “una volta in una generazione per la diplomazia economica”, ha affermato l’ex banchiera centrale della Fed Janet Yellen, commentando l’accordo storico di 136 Paesi dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) per imporre la "global minimun tax" del 15% alle imprese in tutto il mondo.
All’intesa hanno aderito tutti i Paesi membri tranne Kenya, Nigeria, Pakistan e Sri Lanka. Un provvedimento di equità fiscale che ha nel mirino in particolare i Big Tech come Apple, Facebook, Amazon, Google, ma non solo: a pagare di più e dappertutto nello stesso modo saranno tutte quelle multinazionali che incassano più di 750 milioni di euro.
Fino ad oggi, la strategia di queste grandi società era stata di cercare il Paese dove i ricavi venivano tassati di meno, spostando la propria sede in questi Stati, indipendentemente da dove si trovavano i poli produttivi.
Il piano verrà presentato al vertice dei ministri delle Finanze del G20, che il ministro Daniele Franco presiederà a Washington il 13 ottobre. Nel G20 del 30 e 31 ottobre, i leader dovranno dare il loro via libera definitivo e la palla passerà alla ratifica dei Parlamenti. L’obiettivo è l’entrata in vigore dal 2023.

Superate le remore dell’Irlanda, successo anche per Biden

La tassa minima era rimasta bloccata a causa dell’opposizione di Irlanda, Estonia e Ungheria. In particolare Dublino, che ha la tassa corporate più bassa dei Paesi sviluppati, il 12,5%, si era opposta all’aumento.
Per superare il no irlandese l’Ocse ha garantito che la transizione verso la tassa minima globale avverrà in 10 anni e non in cinque. L’Estonia ha ottenuto la garanzia che le sue imprese non verranno danneggiate, mentre l’Ungheria che le piccole aziende saranno risparmiate dall’imposizione fiscale.
L’accordo è una vittoria anche per l’amministrazione Biden: il presidente americano intende aumentare le tasse per le multinazionali americane e adesso potrà farlo senza correre il rischio che le imprese spostino le loro sedi fiscali altrove per non pagare.
Il commissario UE, Paolo Gentiloni, ha definito l’accordo “storico” e si è detto “orgoglioso” del sostegno dei Paesi UE: “Il multilateralismo è tornato”, ha scritto su Twitter.

In cosa consiste l’accordo

L’intesa Ocse si fonda su due punti principali: la riallocazione dei diritti di tassazione su circa 125 miliardi di dollari, che consentirà ai paesi in via di sviluppo di guadagnare più rispetto a quelli ricchi.
E la tassa minima globale al 15% per tutte le imprese che guadagnano più di 750 milioni di euro. L’obiettivo è generare 150 miliardi di dollari di ricavi da tassazione aggiuntivi da investire in infrastrutture o altri interventi per crescere.
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