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Migranti, Lucano: "Perseguito per l'idea che rappresento, rifarei tutto"

Domenico Lucano - Sputnik Italia, 1920, 08.10.2021
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L'ex primo cittadino di Riace, simbolo dell'accoglienza dei migranti, è intervenuto alla trasmissione Otto e mezzo su La7, dopo la condanna in primo grado a 13 anni e mezzo, rigettando le accuse nei suoi confronti. "Ho dato la mia vita per cercare di dare un contributo alla mia terra", ha dichiarato.
"I reati che mi sono stati contestati sono molto gravi, ma la realtà non è così". Mimmo Lucano, intervenendo giovedì sera ad Otto e mezzo su La7, rigetta le accuse nei suoi confronti e rivendica tutto quello che ha fatto come attivista e come sindaco di Riace.

"Mi sembra tutto così assurdo, perché la storia vera non è così. La descrizione dei fatti che è stata fatta è totalmente difforme dalla realtà. Il mio livello di sofferenza è molto forte, perché hanno stravolto la realtà", afferma Lucano.

L'ex primo cittadino ritiene che la condanna a 13 anni e due mesi sia la conseguenza di un accanimento verso il modello di accoglienza creato a Riace, borgo della Locride, divenuto modello di integrazione durante i lunghi anni di amministrazione lucano.
Nella condanna viene escluso il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, perché "così non sembra un'accanimento politico verso un'idea di accoglienza", ritiene Lucano, che invece è convinto che ci sia stata una "persecuzione non verso di me come persona, ma dell'idea che rappresento".

"Rifarei tutto - prosegue. - Questo processo non ci doveva proprio essere. Io ho dato la mia vita per cercare di dare un contributo alla mia terra, per il disagio sociale. E tutto questo si è incrociato con l'accoglienza".

La condanna a più di 13 anni

"Posso anche andare in carcere e pagare (anche se non ne ho la possibilità), ma non posso accettare il tentativo di denigrazione morale della mia immagine", afferma Lucano, commentando la dura condanna in primo grado a 13 anni e due mesi di carcere.

"Quello che più mi amareggia è il tentativo di denigrazione e di delegittimazione morale, è come distruggere la mia anima... Io sono entrato dentro il sistema, che vuole annullare un'idea, un'idea che ho portato avanti e che riguarda non solo me, ma tantissime persone... Io rivendico giustizia, con orgoglio", ha concluso.

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