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Immunologo norvegese: “Inviare prime dosi in Africa proteggerebbe meglio della terza dose da noi”

© AP Photo / Jerome DelayAfrica Coronavirus
Africa Coronavirus - Sputnik Italia, 1920, 08.10.2021
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Secondo Gunnveig Grødeland dell'Università di Oslo, due dosi garantirebbero una risposta di memoria immunologica più che sufficiente, molto meglio sarebbe quindi inviare prime e seconde dosi in Africa, piuttosto che inocularne altre ai già vaccinati. Solo in questo modo, per altro, sarebbe possibile fermare le mutazioni che poi tornano da noi.
Poiché le autorità norvegesi hanno raccomandato di somministrare a tutte le persone di età superiore ai 65 anni una terza dose di vaccino anti-COVID, denominata 'refresher', l'immunologo Gunnveig Grødeland dell'Università di Oslo, ha obiettato che i norvegesi sani non ne avrebbero alcun bisogno.
Secondo questi, sarebbe invece molto più sensato e preventivo donare dosi ai paesi africani, qualora proprio ve ne fossero in eccesso e non si sapesse cosa farne. Aumentare la disponibilità del vaccino in tutto il mondo è molto più vantaggioso che somministrare dosi di richiamo ai già vaccinati del Paese.

“Più dosi hai a disposizione per l'uso in Africa, più ridurrai la probabilità che si verifichino mutazioni, che poi potrebbero tornare da noi. Inoltre, ottieni una distribuzione più etica ed equa dei vaccini", ha detto Grødeland all'emittente nazionale NRK.

Grødeland ha sottolineato che, mentre i gruppi più vulnerabili e a rischio, compresi i più anziani, posso effettivamente avere un giovamento dalla terza dose, per il resto della popolazione essa è assolutamente inutile.
Secondo l’esperto, lo scopo del vaccino è generare memoria immunologica basata su anticorpi e cellule T. Dopo due dosi, i pazienti ottengono una risposta di memoria buona e duratura che li protegge, nonostante il fatto che i livelli di anticorpi nel tempo poi scendano, ha spiegato.
"Raggiungi un livello in cui è abbastanza, non serve andare oltre”, ha detto.
La Norvegia si era impegnata a ridistribuire 5 milioni di dosi in tutto il mondo entro la fine del 2021, ma poi Oslo ha raccomandato dosi di richiamo nazionali prima di mantenere questa promessa.
Finora, la Norvegia ha somministrato due dosi al 68,1% della sua popolazione di 5,3 milioni di persone. Al contrario, paesi come il Ciad e il Benin hanno un tasso di vaccinazione dello 0,2 percento.
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