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Giovannini e i fondi del Pnrr al Sud: “Il 56% di quelli assegnati al Mims al Mezzogiorno”

© AFP 2021 / Tiziana FabiEnrico Giovannini, Ministro Infrastrutture e Trasporti (a destra) e Roberto Cingolani, Ministro per la Transizione ecologica (a sinistra)
Enrico Giovannini, Ministro Infrastrutture e Trasporti (a destra) e Roberto Cingolani, Ministro per la Transizione ecologica (a sinistra) - Sputnik Italia, 1920, 08.10.2021
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E anche il 40% del decreto per la rigenerazione urbana appena firmato. Per realizzare i progetti, il ministero formerà 40mila tecnici per gli enti locali.
Il ministro Enrico Giovannini smentisce che i calcoli sulla distribuzione dei fondi del Pnrr al Sud siano stati sbagliati, “sono stati fatti in maniera accurata”, e la conferma viene anche dalla distribuzione degli stanziamenti del suo ministero, quello delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile: il 56% dei 62 miliardi del Pnrr andranno al Mezzogiorno.
E stesso discorso vale per il decreto per la rigenerazione urbana, che vale 2,8 miliardi per 159 progetti per migliorare la qualità della vita nelle città senza consumare altro suolo. Anche in questo caso, dice Giovannini a Repubblica, il 40% servirà per progetti nelle regioni e nelle città del Meridione.

“Vuol dire che l’obiettivo della rigenerazione urbana ha stimolato anche il Mezzogiorno ad affrontare seriamente la sfida del bando per i progetti pubblicato dal ministero”.

Queste percentuali sono legate ai grandi progetti dell’alta velocità ferroviaria, per esempio le tratte da Napoli a Bari e da Salerno a Reggio Calabria, che “prevedono investimenti molto cospicui, così come l’elettrificazione delle ferrovie nel Mezzogiorno o la sperimentazione dei treni all’idrogeno”.
E, spiega ancora Giovannini, una parte rivelante del Pnrr è stata destinata alla “riduzione dei divari territoriali”, “uno dei principi cardine della programmazione degli interventi”.

La rigenerazione urbana

Il Mims ha approvato 159 progetti, presentati da Regioni, Province e Comuni, che hanno l’obiettivo di migliorare la qualità della vita in centri e periferie.
I soggetti vincitori “hanno trenta giorni di tempo per confermare i progetti proposti, che devono essere conclusi entro il 31 marzo del 2026”, spiega Giovannini.
“Poi partirà la progettazione e la definizione dei cronoprogrammi, compresi quelli per l’apertura dei cantieri”.
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La mancanza di tecnici e l’ “Accademia”

Per evitare che i fondi stanziati per la ripresa possano perdersi in lungaggini e strettoie burocratiche, il ministero delle Infrastrutture ha dato vita a un’iniziativa di formazione per i tecnici dedicati: la “Pnrr Academy”.

“È un’iniziativa senza precedenti, in collaborazione con la Scuola superiore della pubblica amministrazione e altri, proprio per formare i tecnici che nelle stazioni appaltanti dovranno applicare le nuove procedure previste dal Pnrr”.

E Giovannini annuncia che saranno 40mila i responsabili unici del procedimento.
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