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"Diagnosi: Omosessuale": dottore in Spagna finisce sotto inchiesta dopo visita a ragazza gay

© AP Photo / Efrem LukatskyBandiera arcobaleno
Bandiera arcobaleno - Sputnik Italia, 1920, 08.10.2021
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Secondo il dipartimento della salute di Murcia, nel sud della Spagna, che pure ha aperto un’inchiesta, potrebbe essersi trattato di un mero errore di compilazione, ma la comunità LGBT ritiene piuttosto che sia un clamoroso caso di omofobia e sui social si è scatenata la polemica.
“L'Organizzazione mondiale della sanità ha rimosso l'omosessualità dall'elenco delle malattie mentali nel 1990, eppure, 31 anni dopo, ci sono ancora alcuni professionisti del servizio sanitario di Murcia che considerano l'orientamento sessuale come una malattia", ha affermato il collettivo LGBT locale, Galactyco, che ha anche esposto denuncia, chiamato in causa dalla ragazza cui è capitato lo spiacevole inconveniente.
Durante una visita ginecologica, il dottore aveva chiesto alla ragazza 19enne, tra le altre cose durante l'anamnesi, quale fosse il suo orientamento sessuale. La ragazza ha detto di essere omosessuale, al che, come da buona regola, il dottore le ha chiesto se poteva riportare tale informazione nella sua scheda.
La ragazza ha acconsentito, ma quando poi ha letto il referto medico è rimasta inorridita: alla voce "malattia attuale" vi era scritto “omosessuale”.
Il Dipartimento della Salute della provincia di Murcia ha aperto un’inchiesta in conseguenza dell’azione intrapresa dalla ragazza, la famiglia e il collettivo Galactyco, dato che, per quanto un medico possa avere le sue opinioni personali, queste mai in alcun modo possono soverchiare le direttive chiare e precise dell’OMS e, soprattutto, della legislazione nazionale, che certo in Spagna non considera l’omosessualità una malattia.
Secondo i dirigenti, l’ipotesi al momento più verosimile è che il medico possa semplicemente aver compilato male il modulo.
La tendenza e le abitudini sessuali sono una delle domande ammissibili durante l’anamnesi, quando si tratta di valutare possibili malattie, predisposizioni o rischi durante una visita ginecologica o andrologica, per cui la risposta potrebbe essere stata raccolta dal medico, ma magari inserita nel campo sbagliato del modulo, poi mandato in stampa.
Di tutt’altro avviso il collettivo, che ha affermato di volere una spiegazione convincente e delle scuse, aggiungendo che le autorità regionali avrebbero ignorato i diritti legali della paziente e che il caso sarebbe niente affatto un incidente isolato.
"La nostra associazione ha ricevuto innumerevoli segnalazioni di trattamenti degradanti a causa dell'orientamento sessuale o di genere", afferma la nota. "Troviamo allarmante, inaccettabile e intollerabile che oggi ci siano professionisti responsabili della nostra salute, ma che ignorino la realtà delle persone LGBT".
L’ospedale Reina Sofía di Murcia, dove è stata eseguita la visita ginecologica, ha in ogni caso comunicato che si sarebbe ufficialmente scusato, indipendentemente dal risultato dell'inchiesta, che comunque dovrà chiarire se sia stato un caso di dolo o semplice errore.
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