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Turchia-Russia, la nuova fase di cooperazione politica, di difesa e di sicurezza

© Foto : Presidency of the Republic of TurkeyIncontro di Putin e Erdogan a Sochi
Incontro di Putin e Erdogan a Sochi - Sputnik Italia, 1920, 07.10.2021
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Mercoledì 6 ottobre, i presidenti di Russia e Turchia hanno tenuto dei negoziati a Sochi. Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdoğan hanno discusso dello sviluppo delle relazioni bilaterali, inclusa la realizzazione di importanti progetti congiunti. All’ordine del giorno anche la situazione in Siria, Libia e la situazione Transcaucasia.
Gli esperti turchi hanno rilasciato un’intervista a Sputnik, in cui hanno commentato l’esito dei negoziati tra i due leader e hanno dato una propria valutazione delle prospettive di sviluppo delle relazioni russo-turche.
L’ex direttore del dipartimento di ricognizione dell’Aeronautica militare turca Gürsel Tokmakoğlu, tirando le somme dell’incontro di Sochi, ha dichiarato:
“Russia e Turchia stanno entrando in una nuova fase di cooperazione ravvicinata in relazione alle politiche di difesa e di sicurezza. Questo si ripercuote in tutti i punti all’ordine del giorno dei negoziati. Le attività previste per ognuno di questi punti erano già state avviate in precedenza e ora stanno continuando. Si prevede comunque l’avviamento di nuove attività di cooperazione congiunta. Tutti i temi emersi durante l’incontro di tre ore tra i due leader saranno presi attentamente in esame e studiati dai rispettivi ministeri dei due Paesi”.
Uno dei principali temi all’ordine del giorno dei negoziati è stato quello della Siria e, in particolare, la situazione riguardante Idlib. In merito a questo tema, Tokmakoğlu ha osservato:
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“La questione siriana rimarrà delicata in quanto non è possibile una sua risoluzione a breve o medio termine. La contraddizione più rilevante in questo senso risiede nel piano di suddivisione della nazione siriana, implementato dagli USA, a est dell’Eufrate, di concerto con il Partito operaio del Kurdistan. Questo progetto, che contraddice l’intera politica turca sul tema, mina la sicurezza nazionale e la sovranità della Turchia. La Russia, nella regione, intende eliminare qualsivoglia elemento di rischio, ovvero, previo accordo con la Turchia, garantire un certo equilibrio di forze. La questione principale, ovvero se possano presentarsi controversie tra Ankara e Mosca, è legata alla partecipazione al processo dell’esercito governativo di Assad”.
Ponendo l’accento sulla dichiarazione del leader turco sulla cooperazione con la Russia nel settore militare e di prospezione spaziale, Tokmakoğlu sottolinea:
“Fino ad oggi, Russia e Turchia hanno cooperato nel settore della difesa per soddisfare le proprie esigenze. Tuttavia, la politica globale del presidente statunitense Biden che va contro gli interessi turchi e russi e ha aperto una nuova area di cooperazione russo-turca. In tal senso, entrambi i Paesi hanno dovuto adoperarsi per mantenere la propria sovranità a livello geopolitico. E questo riguarda sia il settore della difesa, sia quello della sicurezza, nei quali la Russia vanta una grande esperienza e autorità. Ora, nelle relazioni con gli USA sarà possibile sfruttare un asso nella manica, ossia la collaborazione che la Russia intrattiene con un membro della NATO, la Turchia, nel settore dell’industria della difesa. Si tratta di un importante passo politico e di un significativo asso nella manica a livello geopolitico. La Turchia ha già cominciato a raccogliere i primi successi nello sviluppo della propria industria della difesa e, d’ora in poi, forte del supporto tecnologico della Russia, potrà creare in questo settore un proprio mercato, che includerà tutti i Paesi asiatici, l’Africa e l’America meridionale. Si tratta dunque di un progetto globale”.
A sua volta, l’esperto del settore energetico Volkan Aslanoğlu ha commentato la dichiarazione di Erdoğan sulle prospettive di costruzione congiunta con la Russia di ulteriori due centrali nucleari, oltre a quella di Akkuyu.
“Particolare rilevanza ha assunto la dichiarazione relativa all’avviamento del primo reattore della centrale nucleare di Akkuyu nel 2023. Chiaramente, questo obiettivo è legato all’avvio dell’attività estrattiva di gas naturale nel Mar Nero. La prima metà del 2023 sarà un periodo molto importante, poiché la Turchia farà grandi progressi nel settore energetico. D’altro canto, svolge un determinato ruolo anche la perdurante tensione nell’ultimo periodo tra Biden ed Erdoğan. Ogni volta che si creano delle fratture nelle relazioni turco-americane, il vuoto venutosi a creare viene pienamente colmato dalle iniziative di cooperazione tra Ankara e Mosca.
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Al momento, i prezzi del gas hanno registrato un’impennata. Il costo del gas destinato all’Europa è quasi sestuplicato nell’ultimo anno. Di conseguenza, si prevede lo scoppio di una grave crisi energetica. E, alla luce di questa prospettiva, assume una grande rilevanza la cooperazione tra Russia e Turchia”.

Secondo Aslanoğlu, l’avviamento della centrale nucleare di Akkuyu rafforzerà in maniera significativa le posizioni turche in materia di diversificazione delle fonti energetiche.
“Mentre l’UE sta cercando da anni di raggiungere l’obiettivo di diversificare le fonti energetiche, anche la Turchia si sta adoperando sempre di più in questo senso. I volumi di energia elettrica prodotta dalla Turchia, con tecnologie poco energivore, superano in maniera significativa quelli europei. Ciò che non ci manca è l’energia elettrica prodotta dal nucleare. La necessità di fonti energetiche fra loro varie è oggi più attuale che mai. Abbiamo visto tutti la portata della crisi energetica che ha toccato il Texas nel mese di febbraio di quest’anno. E oggi è l’Europa che rischia una grande crisi energetica. Penso che la Turchia sarà colpita solo marginalmente da questa crisi. Gli accordi di forniture energetiche rivestiranno in futuro una importanza sempre maggiore”.
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