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Roma, parte la caccia ai voti di Raggi e Calenda. E il leader di Azione annuncia: "Voterò Gualtieri"

© AFP 2021 / Alberto PizzoliCarlo Calenda
Carlo Calenda - Sputnik Italia, 1920, 07.10.2021
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Michetti e Gualtieri si contendono i 400mila elettori che hanno votato per il leader di Azione e per l'ex sindaca Virginia Raggi per assicurarsi la vittoria al ballottaggio. Da Calenda arriva l'endorsement per il candidato del centrosinistra, ma mette il veto su possibili alleanze con i Cinque Stelle.
Mobilitare gli astenuti e convincere i 400mila elettori che al primo turno si sono divisi tra la sindaca uscente, Virginia Raggi, e il leader di Azione, Carlo Calenda. È questa la sfida che si preparano ad affrontare il candidato del centrodestra, Enrico Michetti, e quello del centrosinistra, Roberto Gualtieri, che il prossimo 17 e 18 ottobre si confronteranno nel ballottaggio che deciderà chi sarà il prossimo inquilino del Campidoglio.
A separare i due contendenti ci sono una manciata di voti, circa 35mila. L’obiettivo, ora, è conquistare gli indecisi e attingere nel bacino degli elettori di Calenda e Raggi.

Entrambi hanno fatto sapere di non voler stringere alleanze. Ma il leader di Azione, da parte sua, ha già fatto il suo endorsement al candidato del centrosinistra. “Io voterò Gualtieri”, ha ribadito oggi in un’intervista con Il Giornale.

“Michetti – ha spiegato Calenda - è improponibile come sindaco: non sa mettere due parole in croce, non ha alcuna esperienza amministrativa, ha un programma raffazzonato messo insieme scopiazzando quelli di altre città. Non può gestire una metropoli complessa come Roma”.
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“Gualtieri – dice ancora al Giornale - è sicuramente meglio e ha esperienza di governo assai maggiore”. Ma nel suo programma, prosegue “mancano le risposte” a tante questioni, dalle municipalizzate, al caos rifiuti.
Il leader di Azione, comunque, ha fatto sapere di non essere interessato ad un posto in giunta, né a fare apparentamenti. “Il problema non sono io, – ha detto citato dall’Agi - ma come riconquistare quei 220 mila voti. Non lo farete così, li conquistate se parlate dei temi che sono nel nostro programma".
Eppure proprio Gualtieri, sempre secondo quanto si legge sulla stessa agenzia di stampa, ha fatto sapere di voler incontrare Calenda, Conte e Renzi, per cercare una convergenza in vista del ballottaggio.
La condizione posta dal leader di Azione, però, è quella di escludere i Cinque Stelle da una eventuale alleanza. Una presa di posizione che ha fatto innervosire l'ex premier Giuseppe Conte.
L’ex ministro dell’Economia, tuttavia, si è affrettato a confermarlo, ma ha anche spezzato una lancia a favore della Raggi usando toni concilianti. “Riconosco il suo impegno e la sua determinazione, le ho fatto i complimenti per il risultato elettorale e le ho detto che legalità e contrasto alle mafie saranno il mio assillo quotidiano”, ha fatto sapere.
A corteggiare gli elettori grillini è anche Enrico Michetti, che nei prossimi giorni dovrebbe incontrare l’ex sindaca.
Il candidato del centrodestra rivendica di rappresentare una novità rispetto a Pd e M5S e punta sulle proposte, spiegando di avere un programma elettorale simile a quello che ha permesso a Calenda di ottenere la fiducia di circa il 20 per cento degli elettori, con proposte su “impianti per i rifiuti, task force per il condono, usare chi prende il reddito di cittadinanza per lavori socialmente utili”.
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