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Fondazione Gimbe: "È necessario programmare le terze dosi e accelerare con le vaccinazioni"

© Filippo AttiliInfermiera prepara un vaccino
Infermiera prepara un vaccino - Sputnik Italia, 1920, 07.10.2021
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Tutti gli indici della pandemia sono in calo quest'ultima settimana, segnala il report della Fondazione Gimbe. Si concentra ora l'attenzione sulle somministrazioni della terza dose, da programmare nei prossimi mesi. 13 milioni le dosi ferme "ai box".
Sebbene si abbiano tutti gli indicatori riguardanti la malattia in netto calo, non si può abbassare la guardia, questo il monito della fondazione Gimbe. In particolare, in diminuzione i decessi (diminuiti del 19,4%), passati infatti da 386 a 311, dei ricoveri ( -13,2%), passati da 3.418 a 2.968, e delle terapie intensive (-5,7%), passate da 459 a 433. In calo anche i positivi nell'ultima settimana, passati da 98.872 a 90.299, e le persone in isolamento domiciliare (86.898 rispetto alle 94.995 della settimana precedente), segnando un meno 8,5%.
La Fondazione sottolinea quanto "sia necessario estendere l’obbligo agli operatori sanitari e aprire progressivamente alle fasce under 80”.
Si registra un lieve aumento dei casi in sole 5 regioni:

"Ormai da 5 settimane consecutive il dato nazionale mostra una discesa dei nuovi casi settimanali, anche se nell’ultima settimana, rispetto alla precedente, 5 regioni registrano un incremento percentuale dei contagi”, ha dichiarato ai media Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE.

Le regioni interessate ad un lieve aumento sono: Basilicata, la Provincia Autonoma di Bolzano, la Provincia Autonoma di Trento, la Sardegna, la Valle d'Aosta.
La media dei decessi giornalieri passa da 55 della settimana precedente a 44.
Non bisogna comunque abbassare la guardia, comunica la Fondazione, e a tal fine riporta anche i dati dell'andamento della campagna vaccinale, auspicando di somministrare il ciclo completo a tutta la popolazione vaccinabile, in particolare ai maggiori di 50 anni.
Per Cartabellotta, "la priorità assoluta rimane quella di somministrare il ciclo completo a tutta la popolazione vaccinabile, in particolare agli over 50". Tuttavia, "a fronte dei primi segnali di un lieve, ma costante, calo dell’efficacia vaccinale su ospedalizzazioni, terapie intensive e decessi, è necessaria una programmazione strategica per somministrare la dose di richiamo alla popolazione generale", riporta Fanpage.
Con questo si vuole evitare che le regioni procedano infatti in ordine sparso. La Fondazione ha auspicato, quindi, l'attuazione di quattro azioni congiunte, vale a dire la somministrazione della terza dose alle categorie prioritarie, ampliare gradatamente la vaccinazione con dose richiami alle fasce di popolazione a rischio di malattia grave e di decesso, programmare per tutti gli ultracinquantenni la chiamata obbligatoria al completamento del ciclo di vaccinazione ed estendere infine l'obbligo della terza dose a tutti gli operatori sanitari.
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