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Allarme rincari, a settembre volano anche i prezzi delle materie prime alimentari

© Sputnik . Aleksandr Kryazhev / Vai alla galleria fotograficaRaccolta del grano nell'Oblast di Novosibirsk, in Russia.
Raccolta del grano nell'Oblast di Novosibirsk, in Russia. - Sputnik Italia, 1920, 07.10.2021
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Il bollettino mensile della Fao certifica l'impennata dei prezzi delle materie prime alimentari nel mese di settembre, a causa dell'aumento della domanda a livello mondiale.
Non c’è solo il caro-bollette e la crescita dell’inflazione, l’aumento del prezzo delle materie prime non risparmia nemmeno il settore alimentare. A confermarlo è il bollettino mensile della Fao, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura.
L’indice dei prezzi alimentari, che monitora le variazioni mensili dei prezzi delle materie prime, a settembre è aumentato di 1,2 punti percentuali, rispetto al mese di agosto. Ma il dato impressionante è quello dell’aumento, rispetto allo scorso mese del 2020, del 32,8 per cento.
Alla base del rialzo, come si legge su Askanews, c’è la crescita della domanda di grano e olio di palma su scala globale.
Il prezzo dei cereali, infatti, nel mese di settembre ha fatto registrare un +2 per cento, con il prezzo del grano che è aumentato del 4 per cento rispetto al mese precedente e del 41 per cento rispetto al 2020. In crescita anche i prezzi di riso e mais.
L’aumento della domanda e i problemi nella produzione in Malesia, il principale Paese esportatore, hanno fatto impennare anche il prezzo dell’olio di palma, che ha raggiunto la quotazione massima in dieci anni.
In generale, aumenta il costo anche degli altri oli vegetali e dei prodotti lattiero-caseari. L’aumento del prezzo dell’etanolo in Brasile e il meteo avverso degli ultimi mesi ha fatto crescere anche il costo dello zucchero di oltre il 50 per cento, rispetto al 2020.
Secondo le proiezioni, come quelle dell’Istat, in generale, i prezzi delle materie prime continueranno a salire in autunno, con una possibile nuova stangata per i consumatori.
I rincari, sottolineava l’istituto nella nota mensile sull’economia italiana, citata dal Corriere della Sera, non riguarderanno soltanto il settore energetico, ma anche quello delle costruzioni e dei “beni del comparto manifatturiero destinati al consumo”.
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