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Zuckerberg nega tutte le accuse della ‘talpa’ Haugen: “Non è vero che pensiamo solo al profitto”

© AP Photo / Francois MoriCEO di Facebook Mark Zuckerberg
CEO di Facebook Mark Zuckerberg - Sputnik Italia, 1920, 06.10.2021
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Dopo le scuse personali per il clamoroso crash mondiale di Facebook, Instagram, WhatsApp e Messenger avvenuto lunedì, Mark Zuckerberg è tornato ieri sera, tramite post sullo stesso social da lui co-fondato, a parlare questa volta delle accuse rivoltegli da Frances Haugen , la ex-dipendente che ha testimoniato contro di lui.
La data engineer e product manager Frances Haugen, licenziatasi dalla Facebook lo scorso maggio, era poi passata a rivelare decine di migliaia di documenti interni dell’azienda alla Securities and Exchange Commission e aveva fatto scoppiare un grande caso mediatico al Wall Street Journal nel 2021.
Dopo aver lavorato per due anni come ingegnere informatico, addetta proprio ai dati interni e alla sicurezza, lei stessa ad un certo punto ha deciso di rivelare ai media quelle stesse informazioni riservate che avrebbe dovuto gestire.
Durante una intervista a '60 Minutes' in onda su CBS News, aveva detto testualmente: “Facebook ha sempre mostrato di preferire il profitto rispetto alla sicurezza degli utenti”.
La sua tesi era che il social avesse inizialmente adottato sistemi di sicurezza per controllare la 'disinformazione' prima delle elezioni presidenziali del 2020, ma poi li aveva abbandonati di proposito, dando priorità “alla crescita piuttosto che alla sicurezza”.
“Avevano pensato che se avessero cambiato gli algoritmi per rendere il sistema più sicuro, la gente avrebbe speso meno tempo sui social, avrebbero cliccato meno le inserzioni pubblicitarie e Facebook avrebbe fatto meno soldi”, ha dichiarato la Haugen.
Quindi, l’accusa della Haugen era rivolta non alla troppa censura applicata dal social, al contrario, la donna sosteneva che ve ne fosse troppo poca e che questa eccessiva libertà fosse conseguenza del desiderio di profitto dell’amministrazione.
A tutto questo Zuckerberg, presidente a amministratore delegato dell’azienda, ha risposto ieri sera con un lunghissimo post sullo stesso Facebook, nel quale ha tentato di spiegare come tutte queste accuse fossero, ha sostenuto, false, e che non fosse affatto vero che le politiche del social fossero incentrate solo sul profitto, ma, al contrario, vi fosse una pletora di valori umani che viene perseguita.
La risposta degli utenti è stata in molti casi polemica, con alcuni che hanno ironizzato proprio sulle eccessive regole di conformità alla comunità e censura. In alcuni casi non considerando che l’accusa rivolta al social era proprio di senso contrario – non è di eccessiva censura che la Haugen, i media, e la commissione del Senato lo accusano, ma al contrario, di scarsa.
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