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Stop alla sorveglianza di massa, il Parlamento Ue vota contro il riconoscimento facciale in pubblico

© Depositphotos / Ryanking999Smartphone con sistema di riconoscimento facciale
Smartphone con sistema di riconoscimento facciale - Sputnik Italia, 1920, 06.10.2021
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Gli eurodeputati hanno approvato una risoluzione che chiede di introdurre un divieto permanente nell'utilizzo dei sistemi di riconoscimento facciale negli spazi pubblici da parte delle forze dell'ordine.
Stop alla “sorveglianza di massa” con il divieto permanente dell’utilizzo dei sistemi di riconoscimento facciale negli spazi pubblici, delle relative banche dati e dei sistemi di “cittadinanza a punti”. È la proposta contenuta in una risoluzione approvata oggi al Parlamento europeo con 377 voti a favore, 248 contrari e 62 astenuti, per salvaguardare la privacy e la dignità dei cittadini e combattere la discriminazione.
L’oggetto del provvedimento sono i sistemi di intelligenza artificiale in dotazione alle forze dell’ordine e il loro utilizzo negli spazi pubblici con l’obiettivo di individuare potenziali criminali prima che possano commettere un reato.
Sistemi accusati di violare i diritti dei cittadini. Per gli europarlamentari, infatti, le persone non possono essere monitorate solo sulla base di sospetti.
Inoltre, viene sottolineato nel testo della risoluzione, riassunto da Italia Oggi, le principali tecnologie di identificazione attualmente presenti sul mercato, sono imperfette e responsabili di una serie di errori che possono danneggiare i cittadini, in particolare migranti, persone Lgbt, donne, anziani e bambini.
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Per questo, è necessario che venga introdotto un sistema di regolamentazione per l’utilizzo di questi strumenti, in particolar modo quando a servirsene sono le forze di sicurezza o le autorità che si occupano del controllo delle frontiere.
Sotto accusa ci sono anche le banche dati private come quella della startup newyorchese Clearview Al, che offre sistemi di riconoscimento facciale alle forze di polizia e può contare su un database di oltre 10 milioni di foto raccolte online sui social network.
La risoluzione del Parlamento Europeo, promossa dal deputato progressista Petar Vitanov, del gruppo Socialisti e Democratici, chiede di vietare anche i sistemi di “cittadinanza a punti”, come quelli lanciati in Cina, che valutano l’affidabilità dei cittadini sulla base del proprio comportamento.
L’approvazione del documento, ha detto Vitanov, citato da Politico.eu, “è un’importante vittoria per tutti i cittadini europei”.
Il voto di oggi, osserva lo stesso sito di informazione, fa capire come si esprimerà il Parlamento Ue sull’AI Act della Commissione europea, che propone di restringere l’uso della identificazione biometrica nei luoghi pubblici soltanto qualora serva a combattere minacce serie come rapimenti e terrorismo.
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