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Luca Nannipieri:“Nessuno scandalo, il David di Dubai fa esplodere le contraddizioni del mondo arabo”

© Fotolia / Jim PintarIl Davide di Michelangelo
Il Davide di Michelangelo - Sputnik Italia, 1920, 06.10.2021
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Il David all’Expo di Dubai mostra il capolavoro di Michelangelo, ma con le parti intime nascoste. La scelta del padiglione Italia ha innescato la polemica attorno alla “censura” di uno dei massimi simboli dell’arte italiana. “Nessuno scandalo”, secondo il critico d’arte Luca Nannipieri, ma esplosione delle contraddizioni del mondo arabo.
La copia ad altezza originale del meraviglioso David di Michelangelo fa discutere l’opinione pubblica. Il motivo? La statua presentata nel padiglione Italia dell’Expo a Dubai, è inscatolata per non mostrare le parti intime al visitatore, bensì il volto, offrendo, secondo i curatori, uno sguardo “inedito” sul capolavoro.
“L’Italia oscura il David di Michelangelo a Dubai in ossequio alla tradizione islamica”, ha dichiarato in merito Vittorio Sgarbi. Si tratta di un atto di autocensura? È un caso paragonabile alle sculture nascoste ai Musei Capitolini nel 2016 da Renzi in occasione della visita a Roma del presidente Rouhani? Sputnik Italia ne ha parlato con Luca Nannipieri, critico e storico dell’arte.
© Foto : fornita da Luca Nannipieri Luca Nannipieri, storico dell’arte, autore del saggio “Capolavori rubati”
 Luca Nannipieri, storico dell’arte, autore del saggio “Capolavori rubati”  - Sputnik Italia, 1920, 06.10.2021
Luca Nannipieri, storico dell’arte, autore del saggio “Capolavori rubati”
— Il David a Dubai è stato inscatolato per nascondere le sue parti intime. Luca Nannipieri, è una censura grave da parte dell’Italia?
Nessuno scandalo, nessuna indignazione, nessuna umiliazione dell’arte italiana, nessuna mortificazione, come è stato detto da quasi tutti. Non è successo nulla di tutto questo. Le cose vanno lette con le profondità che meritano.
Lo spirito europeo è sempre stato quello di prendere consapevolezza della complessità del vivente e al tempo stesso assoggettare ai propri valori e plasmare tutto ciò che conquistava. Questo spirito europeo, da cui è sorto anche il David di Michelangelo, che plasmava il mondo e assoggettava al proprio volere e alla propria estetica i popoli si comportava da una posizione di dominanza. Arrivavano gli imperatori e conquistavano, arrivavano i colonialisti e colonizzavano. Lungo il corso dei millenni, pur con mille sconfitte patteggiamenti e compromissioni, lo spirito europeo è sempre riuscito ad invadere ogni confine e condizionarlo, a rendere i propri canoni i canoni degli altri. È quasi sempre stato così. Noi europei eravamo i dominanti.
— Ora che cosa accade?
Oggi i dominanti e i forti si sono spostati da altre parti: nei Paesi arabi, in Cina. Non puoi andare a Dubai come avremmo fatto all’epoca degli imperatori, cioè con una posizione di dominanza. Ci vai con la cautela del mediatore, del negoziatore. Non possiamo arrivare a Dubai e imporre il David con il nudo perché noi qui comandiamo. Chi ha curato il padiglione sapeva benissimo questo, non c’è nessuno scandalo. I fatti vanno letti con più complessità.
— Quindi, secondo lei, non si tratta di un atto di autocensura? Non significa rinnegare sé stessi?
No, l’autocensura c’è stata quando abbiamo invitato nel 2016 il presidente iraniano Rouhani a Roma e abbiamo coperto alcune statue ai Musei Capitolini. L’autocensura c’è quando accettiamo che Charlie Hebdo non dica determinate cose per non offendere Maometto. In questi due casi siamo nel cuore dell’Europa: i principi della libertà, dell’uguaglianza e della massima libertà espressiva sono stati nel corso dei secoli elaborati e ora non si trova nulla di scandaloso a vedere una mostra fotografica con dei nudi femminili e maschili in primo piano.
Cosa diversa sarebbe andare a Dubai e portarci 'L’origine del mondo' di Courbet, che mostra il sesso femminile in primo piano. Pensare che il mondo sia assoggettabile in nome di un canone di bellezza, in nome dell’arte, in nome dei nostri valori, pensare che il mondo sia assoggettabile a noi è una posizione miope. È una posizione che non tiene conto del fatto che la storia fa cambiare i dominanti e i mediatori. La storia dei popoli è complessità.
— C’è però un paradosso: a Dubai nascondono il David, ma gli stessi emiratini, gli arabi e i musulmani vengono da tutto il mondo per ammirare l’originale a Firenze…
Certo, questo mostra la contraddizione insita del mondo arabo. Il mondo arabo non è un monolite, è una polveriera. C’è una parte del mondo arabo che viene da noi a comprare le città, le squadre di calcio, le modelle, le riviste pornografiche, i musei, gli hotel più lussuosi. Compra anche le nudità che il nostro mondo occidentale ha. D’altro canto, in varie parti del mondo arabo esistono ancora delle autorità che ritengono il pube maschile e il pube femminile un soggetto di non esposizione. Questo mostra chiaramente le contraddizioni della loro civiltà, che il caso del David di Dubai ha fatto 'esplodere'.
Oslo, Norvegia - Sputnik Italia, 1920, 20.04.2021
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— Nel caso della visita di Rouhani a Roma però si è trattato di censurare alcuni capolavori. Perché nascondere ciò per cui l’Italia dovrebbe essere fiera?
Perché oggi purtroppo subiamo la dominanza di altre forze economico-produttive. Di fronte al rischio di far saltare determinati accordi economici e rapporti diplomatici si è preferito -coprendo le statue- non irritare il potente di turno che arrivava lì con la promessa di chissà quali accordi fra gli Stati. È una scelta alquanto discutibile. Ciò dimostra la debolezza del popolo ospitante.

E comunque non significa essere fieri della propria arte semplicemente lasciandola lì com’è. Ci sono tanti modi per dimostrare di essere fieri della propria arte, magari investendo di più sulla valorizzazione del patrimonio artistico e sulle migliaia di persone che ci lavorano attorno. Questo è un capitolo laterale complesso che non tocchiamo.

Tornando alla visita del presidente iraniano, questa ha dimostrato la nostra debolezza, la realpolitik che ha imposto ai reggenti del momento, di fronte agli accordi politici, economici e diplomatici, di non turbare il potente in visita. Sono eventi che vanno letti nella loro complessità. Se ci si divide in tifoserie, come si è fatto nel caso di Dubai, si legge soltanto la superficie dei problemi. Mentre, invece, uno storico dell’arte e qualunque persona utilizzi il cervello dovrebbe essere mossa ad un pensiero superiore e più articolato.
L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.
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