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La denuncia dell'ex dipendente di Zuckerberg al Senato Usa: "Facebook danneggia la democrazia"

© Sputnik . Ramil Sitdikov / Vai alla galleria fotograficaFacebook Logo
Facebook Logo - Sputnik Italia, 1920, 06.10.2021
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La whistleblower di Facebook, Frances Haugen, ex product manager dell'azienda, è stata ascoltata dal Senato americano. L'appello al governo Usa: "Intervenite per fermare i danni sociali provocati dal social network".
“Le scelte che vengono fatte all’interno di Facebook sono disastrose, per i nostri figli, per la nostra sicurezza pubblica, per la nostra privacy e per la nostra democrazia”. Sono le parole pronunciate davanti al Senato americano da Frances Haugen, ex product manager a Menlo Park, diventata la principale whistleblower dell’azienda di Mark Zuckerberg.
L’ingegnere 37enne laureata ad Harvard ed esperta di dati e algoritmi ha presentato una serie di denunce alla Securities and Exchange Commission americana accusando il social network di voler nascondere i problemi causati dalla diffusione di contenuti d’odio e fake news sulla piattaforma.
I documenti interni trafugati dalla Haugen sono stati pubblicati inizialmente dal Wall Street Journal in forma anonima. Poi l’ex dipendente è uscita allo scoperto mettendo la faccia in un’intervista con l’emittente televisiva Cbs e poi testimoniando davanti al comitato del Senato presieduto dal senatore Richard Blumenthal, ex procuratore generale del Connecticut.
Facebook logo - Sputnik Italia, 1920, 04.10.2021
Una talpa svela i segreti di Facebook: "Così fanno profitti a scapito della sicurezza"
L’accusa formulata dalla donna è che dopo le ultime elezioni americane, la policy dell’azienda relativa ai post sia cambiata, allargando le maglie della “censura” sull’odio online e le fake news, prediligendo il profitto alla sicurezza degli utenti e mentendo agli investitori.
Haugen ha denunciato come proprio a causa di queste decisioni la piattaforma abbia avuto un ruolo cruciale, ovviamente in negativo, nel provocare rivolte come quella in Myanmar e l’assalto al Congresso dello scorso 6 gennaio, oltre che provocare danni negli utenti alimentando pensieri suicidi e disturbi alimentari negli adolescenti, specialmente su Instagram.
“Credo che i prodotti di facebook danneggino i bambini, alimentino la divisione, e indeboliscano la nostra democrazia”, ha ribadito a Washington.
“La leadership dell’azienda sa come rendere più sicuri Facebook e Instagram ma non apporterà i cambiamenti necessari perché ha messo i suoi profitti astronomici davanti alle persone”, conferma la ex dipendente che ha chiesto al Congresso di intervenire.
“Quando il governo si è reso conto che il fumo è nocivo per la salute è intervenuto. Quando è stato chiaro che le cinture di sicurezza salvano vite umane il governo ha obbligato l’industria dell’auto ad adottarle. Quando si è visto che i farmaci oppioidi creano dipendenza la politica è intervenuta. Vi supplico di farlo anche ora davanti ai danni sociali provocati da Facebook”, ha detto, come riporta il Corriere della Sera.
Haugen ha poi accusato Facebook di fornire risposte fuorvianti quando “vengono poste domande importanti come qual è l’impatto sulla salute e la sicurezza dei nostri figli”.
Ieri, con l’occasione delle scuse per il crash mondiale di Facebook, Instagram, WhatsApp e Messenger di lunedì scorso, sulla questione era intervenuto lo stesso Mark Zuckerberg argomentando in un lungo post, come le accuse della ex dipendente fossero false e prive di senso.
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