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Ibarra: “Grazie alla digitalizzazione, l’Italia avrà davanti a sé molti anni di crescita stabile”

CC0 / Pixabay / Il mondo digitale
Il mondo digitale - Sputnik Italia, 1920, 05.10.2021
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In vista del Vertice dei Capi di Stato e di Governo dei Paesi del G20 del 30 e 31 ottobre, dal 7 all'8 ottobre a Roma, presso l’Auditorium Tecnica, si terrà il G20 Business Summit Italia – B20 guidato da Confindustria, 'Ridisegnare il futuro: includere, condividere, agire'.
Sulla base delle conclusioni della 9 Task Force, la B20 Chair Emma Marcegaglia consegnerà al Presidente del Consiglio Mario Draghi il Documento Finale con le proposte dell’industria del G20 su Commercio e Investimenti, Impiego e Educazione, Finanza e Infrastrutture, Integrità e Conformità, Energia ed Efficienza delle Risorse, Salute e Scienze della Vita, Sostenibilità ed Emergenze Globali, Trasformazione Digitale, Empowerment Femminile, per supportare la Presidenza Italiana nell’affrontare le sfide dell’agenda globale.
Pochi giorni prima di questo evento importante, Sputnik Italia ha intervistato in esclusiva il Dott. Maximo Ibarra, B20 Chair Digital Transformation Task Force.
© Foto : fornita da B20 ItaliaMaximo Ibarra
Maximo Ibarra - Sputnik Italia, 1920, 05.10.2021
Maximo Ibarra
— Dott. Ibarra, potrebbe trarre il bilancio del lavoro della task-force da Lei guidata? Quali raccomandazioni concrete sono state avanzate dagli esperti che ne fanno parte?
— Siamo molto soddisfatti del lavoro che abbiamo fatto e dell’interesse che abbiamo contribuito a generare sulle potenzialità del Digitale. Le proposte del policy paper faranno ora parte delle proposte del B20 per il final summit con il G20.
Abbiamo chiamato la nostra task force 'Trasformazione digitale' perché crediamo di essere davanti a una nuova sfida che sta ripensando il modo in cui progettiamo, pensiamo e modelliamo le nostre vite, la nostra economia e il modo in cui lavoriamo. La tecnologia è qui per offrirci un'incredibile opportunità: trovare nuove soluzioni a vecchi problemi, nuove risposte a vecchie domande. La tecnologia sta migliorando il nostro hardware, le nostre piattaforme, le nostre reti e la nostra infrastruttura, ma il sistema operativo rimane la nostra cultura.
La trasformazione digitale ci sta aiutando a raggiungere nuovi approcci e mentalità; essa è sempre più un motore chiave della crescita economica globale sostenibile, con oltre il 60% del PIL, che dovrebbe fare affidamento sulle tecnologie digitali entro il 2022.
La popolazione digitale è in aumento e registriamo significativi incrementi applicativi (ogni aumento del 10% nella penetrazione della banda larga si riflette in una crescita del PIL dello 0,36-1,38%, secondo dati OCSE), nuove tendenze come Big Data, Intelligenza artificiale, IoT e I4.0 stanno aumentando l'efficacia e l'efficienza aziendale.
Tuttavia, il pieno potenziale della trasformazione digitale deve ancora essere pienamente realizzato, sono diversi i fattori limitanti: la scarsa qualità delle infrastrutture lascia ancora molte persone non connesse; lacune significative nel livello di alfabetizzazione digitale sia negli individui, che nelle aziende; l'interesse delle aziende per gli investimenti e l'adozione di nuove tecnologie digitali cresce in misura molto diseguale nel mondo; le preoccupazioni per la sicurezza dell'ecosistema digitale sono in aumento, mentre i quadri normativi e gli standard sono ancora eterogenei tra i diversi paesi.
L'impegno della B20 Italia DT task force è stato quello di evidenziare - grazie al supporto di una community di oltre 100 manager, rappresentanti di aziende di tutte le parti del mondo operanti in diverse industries - le potenzialità della Digital Transformation, anche come driver di ripresa, identificando 4 raccomandazioni:
1.
ridurre le disuguaglianze di connessione, promuovendo l'accessibilità della tecnologia per tutti;
2.
promuovere la fiducia nell'ecosistema digitale, facilitando la concorrenza leale, migliorando la sicurezza informatica e la protezione della privacy e favorendo il libero flusso di dati;
3.
sostenere l’adozione del digitale nel settore pubblico e in quello privato, incentivando R&S e facilitando gli investimenti in soluzioni digitali;
4.
promuovere una società digitale pronta e inclusiva, attraverso le tre seguenti diverse azioni:
i) politiche per promuovere la formazione e l'istruzione continua, per migliorare/riqualificare le persone e garantire un livello adeguato di preparazione digitale;
ii) l'aggiornamento dei curricula formativi, per garantire le competenze digitali necessarie per creare una forza lavoro del futuro pronta per il digitale;
iii) lo sviluppo di competenze digitali trasversali, per creare cittadini digitali competenti e responsabili in grado di navigare in sicurezza online.
Al giorno d'oggi, quasi il 60% dei lavoratori sa che la trasformazione digitale, alla fine, influenzerà il proprio lavoro e già due dipendenti su cinque sono stati colpiti da discrepanze di competenze.
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I dati dell’indice del capitale umano e delle competenze digitali della Commissione europea sono molto significativi: l'84% dei datori di lavoro è destinato a digitalizzare rapidamente i processi lavorativi, compresa una significativa espansione dello smart working, con la possibilità di spostare il 44% della propria forza lavoro per operare in remoto. Inoltre, la quota crescente prevista di automazione e le significative lacune di competenze nel trattare le tecnologie digitali rappresenteranno una barriera per l'innovazione e lo sviluppo.

Tuttavia, il lavoro non è l'unico aspetto, poiché squilibri significativi in ​​termini di competenze digitali coinvolgono l'intera popolazione, con il 42% degli europei, ad esempio, privo di competenze digitali di base. Per questo è importante affrontare i divari nella competenza digitale tra i diversi gruppi di genere e di età, ulteriormente ampliati dalla pandemia di COVID-19.

Ripensare l'educazione digitale deve diventare una priorità per i decisori politici di oggi per due ragioni principali: un sistema educativo equo ed equilibrato può fornire i presupposti giusti per l'inclusione sociale e la partecipazione equa nella nuova era digitalizzata.
— E come hanno contribuito al vostro lavoro i vari Global Dialogue che sono stati organizzati nel corso dell’anno e in particolare quello con la Russia?
— Mi fa piacere sottolineare l’interesse che abbiamo registrato in vari Global Dialogue, compreso quello con la Russia. Durante il B20 Global Dialogue con l’Unione degli Industriali e Imprenditori di Russia, siamo stati felici di condividere e veicolare le priorità principali della Task Force, tra cui 'connection equality', 'public-private digital advantage', 'trust in the digital ecosystem' e 'digital ready and inclusive society'.
Come noto, la collaborazione a livello globale tra le business community russe e italiane dura da molti anni, il meeting di alcune settimane fa ha permesso di approfondire, tra le altre, le priority delle Task Force Digital Transformation e ha visto la partecipazione della Sherpa G20 russa Svetlana Lukash, di tre Vice-Ministri del governo russo e del Presidente della RSPP Alexander Shokhin, oltre che della B20 Chair, Emma Marcegaglia.
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— Avete creato la digital library di best practice. In che cosa consiste nello specifico e quale potrebbe essere il suo valore aggiunto?
— Si tratta di una raccolta di 80 casi d’uso di diversi settori, basati sulle principali tecnologie disponibili. È liberamente consultabile sul sito del B20. E questa è una novità assoluta, perché in questo modo creiamo le basi per una piattaforma globale e accessibile per promuovere la trasformazione digitale, tra istituzioni internazionali e comunità aziendali. Le 80 use case che abbiamo selezionato – a fronte di quasi il doppio ricevute - rappresentano applicazioni pratiche già in uso in aziende di paesi e dimensioni diverse, rese possibili da alcuni driver tecnologici e digitali come Big Data, Intelligenza Artificiale, Robotica e Automazione, Internet delle Cose e Sensori Intelligenti, per citarne alcuni.
La nostra finalità come Task Force è quella di promuovere con la Library lo sviluppo delle competenze digitali tra le imprese, in particolar modo le PMI. Vogliamo rivolgerci alle realtà che ancora resistono alla digitalizzazione, fornendo loro soluzioni già implementate e che già sono utilizzate in questo momento. La Use Case Library costituisce un'eredità della Task Force per la Trasformazione Digitale del B20 Italia. Non è un punto di arrivo, ma di partenza, che i prossimi B20 potranno aggiornare e ampliare.
Sintetizzando, la Task Force ha sviluppato la Use Case Library con tre obiettivi:
fornire un esempio concreto per gettare le basi per una libreria internazionale di casi d'uso, con l'obiettivo di promuovere le competenze di trasformazione digitale;
supportare la task force B20 per la trasformazione digitale nel processo di advocacy;
fornire un'eredità dello sforzo italiano B20 da integrare da cicli futuri.
— Qual è stato il contributo dell’Italia?
— Il contributo dell’Italia è stato decisivo. La proposta della Digital Use Case Library, pur essendo nata all’interno della Task Force Digitale da me presieduta, è stata accettata e rilanciata con entusiasmo dalla Presidenza Italiana del B20. L'obiettivo di diffondere competenze digitali e innovazione nelle aziende, soprattutto se piccole e medie, spesso meno preparate a gestire il cambiamento, è infatti perfettamente coerente con il B20 Motto: “Include, Share, Act”. Più nello specifico, in termini di raccolta di use case, il settore privato italiano ha risposto con grande determinazione, condividendo circa il 30% degli esempi applicativi di tecnologie digitali inclusi nella Library.
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— A Suo avviso, nella trasformazione digitale, le risorse umane restano l’asset più importante per le imprese, oppure l’intelligenza artificiale entrerà pienamente in gioco?
— Sono veri entrambi gli assunti. La trasformazione digitale è fondamentale per accelerare la ripresa economica, ma lo è altrettanto per garantire l'inclusione e la prosperità. Per questo non metterei in competizione persone e tecnologie, perché queste ultime nascono e prosperano proprio per agevolare gli esseri umani.

Occorre piuttosto abilitare una forza lavoro predisposta al digitale, anche criticamente. Quando si parla di cultura digitale, si intende questo: la capacità di superare l’approccio “abilistico” per una visione olistica e globale delle opportunità che le tecnologie digitali offrono. Le faccio un esempio contenuto nella nostra Library, relativo ai sensori che riducono al minimo i rischi per gli operatori di impianti petroliferi, perché avvertono il lavoratore del “tasso di pericolo” prima ancora che qualunque incidente sia all’orizzonte. Questa integrazione persona-macchina non può non piacere.

— Secondo il recente studio del Censis 'Dallo smontaggio della città-fabbrica alla nuova manifattura urbana' commissionato dalla Make in Italy Foundation, la Digital Transformation delle PMI italiane procede troppo a rilento. Condivide questa osservazione? Quali elementi ancora mancano?
— Sul tema PMI e Digital Transformation, nel Policy Paper ci sono riferimenti, particolarmente nella raccomandazione 3. Il documento ricorda la necessità di facilitare gli investimenti in tecnologie digitali e di stimolare la condivisione di use case, in particolare per le PMI. Sottolinea poi l’urgenza di finanziamenti pubblici e di un accesso facilitato al credito. C’è inoltre un riferimento all’Intelligenza Artificiale, che abbiamo menzionato poco fa, dove si invita a comunicare in modo efficace ai cittadini e alle aziende (soprattutto le PMI) i suoi benefici per aumentarne l’adozione. Inoltre, sulle strategie nazionali per il digital skills gap, l’attenzione viene portata alla collaborazione tra settore pubblico e privato, per identificare e ridurre la discrepanza tra domanda e offerta nel mercato del lavoro dei settori digitali, che colpisce in particolar modo le PMI.
— Come valuta i risultati dell’ultimo G20 Agricoltura a Firenze, dove sono state presentate soluzioni innovative dalla robotica in stalla ad app sul lavoro nei campi?
— La dichiarazione ministeriale conteneva alcuni riferimenti al digitale in agricoltura. In particolare sulla promozione dell’innovazione, la sicurezza dei dati, gli investimenti in ricerca e sviluppo e il trasferimento di conoscenze agli agricoltori. Si fa inoltre riferimento a come le tecnologie innovative svolgano un ruolo importante nell'aumentare la produttività in modo sostenibile, aiutando i paesi a produrre cibo, nonostante i cambiamenti climatici. Infine, si incoraggia la cooperazione nella ricerca per migliorare l'uso e l'applicazione della tracciabilità digitale lungo la catena alimentare, i suoi potenziali benefici e rischi. Le tecnologie digitali hanno già avuto un grandissimo impatto negli ultimi decenni nei settori industriale, dei trasporti, della finanza e della salute, per citare alcuni esempi. Come emerso nell’ultimo G20 Agricoltura, anche questo settore potrà trarre grandissimi vantaggi dall’utilizzo dei robot intelligenti e degli algoritmi più avanzati.
Nella 'nostra' Use Case Library, sono incluse diverse importanti applicazioni del digitale nei settori dell’agricoltura e dell’allevamento, tra cui: (i) sensoristica avanzata per monitorare i parametri vitali degli animali da bestiame; (ii) illuminazione LED per migliorare la quantità e qualità della produzione da allevamento; (iii) robotica per la gestione automatizzata dei processi di semina, mietitura e raccolta del grano. Sono personalmente convinto che la rivoluzione dell’agroecologia e dell’agricoltura digitale possano davvero trasformare questo settore per il meglio.
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Libreria sì, libreria no
— Lei crede in una rivoluzione digitale in poco tempo sia in Italia che in Europa, soprattutto in ottica del Piano nazionale di ripresa e resilienza che prevede per il digitale uno stanziamento di 48,7 miliardi di euro dei 196 resi disponibili dall’UE?
— L’obiettivo della trasformazione digitale permea l’impianto dell’intero Piano, con risorse dedicate nell’ambito della specifica missione 'Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura', cui sono destinati oltre 40 mld di euro (inizialmente erano 48,7), destinati ad essere ulteriormente integrati dalle risorse previste per l’innovazione nell’ambito delle altre missioni, come 'Istruzione e Ricerca', 'Salute', 'Inclusione e coesione'. In tali ambiti, tra le principali opportunità trasversali per il mondo business vi sono, tra l’altro, il potenziamento delle digital skills e la trasformazione dei sistemi di formazione, in linea con i fabbisogni del mercato del lavoro, la digitalizzazione delle infrastrutture di mobilità, l’home assistance e la trasformazione digitale degli spazi domestici, per favorire l’inclusione, anche con il potenziamento dei servizi di assistenza domiciliare.
Quanto alla specifica missione 'Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura', essa rappresenta la seconda principale voce di spesa, pari a oltre il 20% del totale delle risorse, e ha come obiettivo la modernizzazione del Paese attraverso una svolta digitale nella pubblica amministrazione, nel sistema produttivo e nel settore della cultura e del turismo. In questo ambito, oltre 11 mld di euro sono destinati alla digitalizzazione e innovazione della Pubblica Amministrazione, con una serie di iniziative per favorire la diffusione dell’identità digitale, del domicilio digitale, dell’accesso semplice dei cittadini nell’interazione con la PA, in un’ottica di semplificazione, snellimento dei processi e reskilling del personale.
Oltre 30 mld di euro sono poi destinati alla digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo, con il potenziamento dell’infrastrutturazione del Paese e il rafforzamento degli incentivi fiscali per promuovere la trasformazione digitale dei processi produttivi (cd. Piano Transizione 4.0).
I recenti interventi del Governo sul Piano fanno ben sperare, ma tutti gli attori coinvolti, pubblici e privati, devono operare in partnership per avviare una fase di rinascita del nostro Paese, che potrà vedere opportunità per tutti. Il successo del piano può essere un’occasione storica per rivedere la stagione delle politiche basate sul contenimento del deficit e del rispetto del patto di stabilità, a favore di una stagione in cui il Next Gen EU potrà favorire un nuovo ruolo dell’Europa e dell’Italia. Nella fase attuativa, la digitalizzazione dei processi potrà svolgere una funzione centrale per velocizzare l’attuazione del Piano, garantendo la trasparenza burocratica, attenuando la fase discrezionale e tutelando il responsabile del procedimento amministrativo. Una PA digitale potrà velocizzare l’adoption di soluzioni digitali anche da parte delle imprese che vorranno ad interfacciarsi con essa, creando un circolo virtuoso che potrà dare nuovo slancio al nostro Paese. Se riusciremo a vincere questa sfida, e la digitalizzazione sarà la chiave per il successo del PNRR, l’Italia potrà avere davanti a sé molti anni di crescita stabile e potrà spingere l’Europa a svolgere un ruolo importante per l’Economia mondiale.
L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.
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