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Disturbi mentali, un bambino su sette ne soffre (anche per colpa della pandemia)

© Foto : Pixabaybambina al computer
bambina al computer - Sputnik Italia, 1920, 05.10.2021
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Ansia, preoccupazione e paura per il futuro. Sono gli effetti provocati dalla pandemia e dal lockdown in almeno un bambino su tre a causa dell’interruzione della scuola in presenza e dello svago all’aria aperta.
Ad accendere un faro sui disturbi mentali in età pediatrica è un rapporto dell’Unicef intitolato "La Condizione dell'infanzia nel mondo - Nella mia mente: promuovere, tutelare e sostenere la salute mentale dei bambini e dei giovani".
La pandemia ha avuto l'effetto di aggravare una situazione già preoccupante. A livello globale, lockdown e chiusure hanno avuto effetti negativi su un bambino su sette, e ha privato del diritto all’istruzione circa 1,6 miliardi di piccoli studenti.
Da un sondaggio internazionale condotto dalla stessa associazione e da Gallup in 21 Paesi, inoltre, è emerso come un ragazzo su cinque di età compresa tra i 15 e i 24 ha dichiarato di sentirsi depresso o poco interessato alle attività quotidiane.
I dati dell’Unicef sulla salute mentale dei giovani, in generale, parlano di un adolescente su sette, di età compresa tra 10 e 19 anni, che presenta disturbi mentali, in particolare ansia e depressione.
Non a caso, in questa fascia d’età, il suicidio rappresenta una delle prime cinque cause di morte, con 46mila adolescenti che ogni anno scelgono di togliersi la vita. Un numero che aumenta ulteriormente in Europa Occidentale, dove rappresenta la seconda causa di morte tra i giovani di età compresa tra 15 e 19 anni.
L’impatto del Covid, secondo lo studio, ora rischia di complicare il quadro, con gli effetti sui bambini e i giovani che potrebbero andare avanti per anni a livello della salute e del benessere mentale.
“I bambini hanno trascorso anni indelebili della loro vita lontano dalla famiglia, dagli amici, dalle aule, dal gioco - elementi chiave dell'infanzia stessa", commenta il direttore generale dell'Unicef Henrietta Fore, per la quale oggi ci troviamo solo davanti “alla punta dell'iceberg”.
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“Anche prima della pandemia, troppi bambini erano gravati dal peso di problemi non affrontati di salute mentale. I governi – osserva - stanno investendo troppo poco per affrontare questi bisogni fondamentali. Non viene data abbastanza importanza alla relazione tra la salute mentale e le conseguenze future sulla vita".
E anche sull’economia dei nostri Paesi. Secondo una ricerca della London School of Economics, inclusa nel report, infatti, a causa dei disturbi mentali che colpiscono i giovani si perdono circa 390 miliardi di dollari ogni anno.
C’è bisogno, quindi, secondo l’associazione, di “investimenti urgenti nella salute mentale dei bambini e degli adolescenti in tutti i settori”, ma anche di prevenzione e di sostegno alle famiglie e alla scuola.
"Per troppo tempo, sia nei paesi ricchi che in quelli poveri, abbiamo visto troppo poca comprensione e troppo pochi investimenti in un aspetto essenziale per massimizzare il potenziale di ogni bambino. Tutto questo deve cambiare", è l’appello del direttore del Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia.
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