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Stessa carica virale ma diffondono meno il virus: ecco perché i vaccinati contagiano meno

© Sputnik . Ilya NaimushinVaccinazione
Vaccinazione  - Sputnik Italia, 1920, 04.10.2021
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Una ricerca dell'università di Oxford chiarisce come l'azione del vaccino riduce la capacità di diffondere il virus, anche in presenza di una elevata carica virale.
Non è solo la carica virale a determinare il livello di infettività di una persona positiva al Sars-Cov-2. Lo sottolinea uno studio dell’università di Oxford pubblicato a fine settembre, dal quale emerge come con la stessa quantità di virus nelle vie aeree, le persone vaccinate contro il Covid hanno minori possibilità di diffondere il virus rispetto ai non vaccinati, anche con la variante Delta.
Si tratta di uno dei primi studi scientifici sul tema. Finora, infatti, a mostrare come le persone che hanno ricevuto il vaccino anti-Covid fossero meno contagiose, ricorda il Corriere della Sera in un approfondimento, c’erano soltanto i dati raccolti in questi mesi.
Lo studio di Oxford ora spiega il perché. I vaccini, in sintesi, presenterebbe un effetto protettivo, grazie alla capacità di eliminare più facilmente “i virioni infettivi vitali”.
Ciò che rimane sono i “virioni inefficaci e danneggiati che però contengono ancora Rna rilevabile tramite tampone molecolare”.
Vaccinazione con Sputnik V - Sputnik Italia, 1920, 17.08.2021
Variante Delta, gli studi che rivelano quanto possono essere contagiosi i vaccinati
Per questo la carica virale, in un soggetto vaccinato, resterà comunque alta, anche se la capacità di trasmettere effettivamente il virus sarà inferiore proprio grazie all’azione del vaccino.
La conclusione, quindi, è che sia sbagliato affermare che vaccinati e non vaccinati trasmettano il virus allo stesso modo.
La ricerca è stata condotta su una serie di dati raccolti in Gran Bretagna tra il 2 gennaio e il 2 agosto del 2021 che hanno dimostrato come i vaccinati con doppia dose di vaccino Pfizer o Astrazeneca mostravano capacità inferiori di trasmettere il virus. Solo dopo un periodo di 12 settimane si è registrata una minore protezione con entrambi i vaccini.
Lo studio, infine, ha confermato come la popolazione in età pediatrica, anche con la variante Delta tenda ad essere meno infettiva e meno esposta alle conseguenze gravi della malattia.
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