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Renzi: "Con me la sinistra al 40,8%, poi è tornata 'la ditta' ad avvelenare i pozzi"

© Foto : Evgeny UtkinMatteo Renzi
Matteo Renzi - Sputnik Italia, 1920, 03.10.2021
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Il leader di Italia viva mette in chiaro che la sinistra è riformismo e avverte sul "rischio ghettizzazione" con il M5s: "Non sono cambiato io, sono loro che sono andati dietro ai grillini".
Matteo Renzi non perde occasione per illustrare la propria visione di sinistra e mettere in guardia sull'alleanza con il MoVimento 5 Stelle. Discutendo con il direttore del Tg2, Gennaro Sangiuliano, ieri sera a Ferrara, ricorda come la sua "sinistra allargata" abbia raggiunto risultati storici.
"La sinistra italiana è tante cose, anche quella del 2014 quando abbiamo preso il 40,8%, un risultato raggiunto solo nel 1958 da Fanfani. Abbiamo allargato la sinistra, solo che il giorno dopo quelli della 'ditta' hanno cominciato ad avvelenare i pozzi. Hanno preferito perdere quel tesoretto pur di riprendersi la guida del partito. Quando siamo stati credibili e vincenti ci ha ucciso il fuoco amico", ha affermato nel corso della presentazione del suo ultimo libro "Controcorrente".
Nella sua riflessione l'ex leader del PD, fuoriuscito dal partito con l'insediamento del governo giallo-rosso, pone alcuni interrogativi su cosa deve essere un moderno partito di sinistra.
"Oggi che cosa è la sinistra? Sono i 5s contro gli aeroporti e le infrastrutture? La sinistra è essere per la decrescita felice ? Essere per lo Zan senza volerlo approvare? Siamo noi ad aver portato a casa la legge sulle unioni civili mentre la sinistra magnificava i dico e i pacs", ricorda.
Poi si auto-risponde: "Per me sinistra è riformismo: quelli che vedono la sinistra come un abbraccio con i 5s la stanno ghettizzando", avverte, non risparmiando una frecciata agli ex colleghi di partito: "Sono stato il segretario del Pd , non sono cambiato io, sono loro che sono andati dietro ai grillini".
"Il Pd dovrebbe sapere - prosegue ancora - che li abbiamo salvati dall’abbraccio mortale coi 5s. Grazie al nostro lavoro il Pd può giocarsi le sue carte senza subire più l’incantesimo di Conte. Lo spazio politico in mezzo ai due populismi sarà quello che avrà il compito di preservare il Paese dai sovranisti nel 2023. Avendo chiaro che un leader non è quello che ti da sempre ragione perché non è un follower, è uno che indica una strada", conclude.
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