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Pillola anti-Covid, Di Perri: "Cure a casa con i nuovi antivirali. Nessun effetto collaterale"

CC0 / / Creative rendition of SARS-COV-2 virus particles
Creative rendition of SARS-COV-2 virus particles - Sputnik Italia, 1920, 03.10.2021
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L'antivirale "molnupiravir” ha mostrato un'efficacia del 50% negli studi di fase tre, secondo i dati della interim analysis. La pillola può essere assunta in casa nella prima settimana di infezione.
L'antivirale molnupiravir ha mostrato un'efficacia del 50% nei risultati ad interim degli studi di fase tre. Il professor Giovanni Di Perri, infettivologo all'Amedeo di Savoia e consulente nella sperimentazione della pillola anti-Covid, ha commentato in un'intervista a Repubblica i dati pubblicati dall'azienda produttrice, la Merck & Co (Msd).
"L’efficacia di un antivirale non sta solo nella sua formulazione chimica. La facilità di assunzione è un fattore molto importante", osserva Di Perri.
La pillola anti-Covid, infatti, può essere assunta a casa nei primi 7 giorni di infezione per bloccare la replicazione del virus.

Quando assumere la pillola anti-Covid

"Il Covid nei primi 6-7 giorni è una malattia virale. È in questa fase che il virus si moltiplica nell’organismo. Poi diventa qualcosa di diverso: una malattia infiammatoria, quando si presentano i sintomi gravi", spiega Di Perri sottolineando che in questa fase successiva l'utilizzo di un antivirale può rivelarsi inutile.
Altri antivirali, come il Remdesivir, si assumono per endovena e, così come gli anticorpi monoclonali. Se i dati della sperimentazione clinica saranno confermati, il molnupiravir sarà il primo farmaco antivirale da assumere a casa, una vera e propria rivoluzione che consentirà di alleggerire la pressione sugli ospedali.

Efficacia e sicurezza del farmaco

Msd chiederà l'autorizzazione all'uso per emergenza alla Fda, l'ente regolatorio statunitense, sulla base dei dati degli studi di fase tre che mostrano un'efficacia al 50%. Solo il 7,3% dei pazienti che hanno ricevuto molnupiravir sono stati ospedalizzati o sono deceduti entro il 29esimo giorno, a fronte di un 14,1% per i pazienti trattati con placebo.
Di Perri assicura che nel corso degli studi non sono emersi gravi effetti collaterali.
"I test in vitro, sugli animali e ora sull’uomo non hanno mostrato effetti collaterali", ma allo stesso tempo avverte: "Certo, l’uso su larga scala è diverso, e la sicurezza andrà valutata con attenzione. Ma se abbiamo un farmaco che per la sua semplicità può essere tenuto in casa e preso ai primi sintomi, togliendo di mezzo l’ostacolo del medico di base, aumenteremo di molto la probabilità che il Covid non assuma forme gravi".
Per sintetizzare in modo semplice un farmaco dal nome complicato, il molnupiravir è "l’intelligenza umana che ci mette una pezza".
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