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Studenti contro il green pass a Padova: “Chiediamo tamponi gratis e no alla discriminazione”

© Foto : Studenti contro il GreenpassStudenti contro il Greenpass Padova, sit a Palazzo Bo'
Studenti contro il Greenpass Padova, sit a Palazzo Bo' - Sputnik Italia, 1920, 01.10.2021
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Il gruppo attende un incontro con la direzione dell’Università per poter dialogare sull’obbligo della certificazione sanitaria per entrare a mensa, nelle biblioteche, per gli esami e per le lezioni.
Hanno manifestato in maniera ordinata e pacifica chiedendo un incontro al Rettore o a un suo rappresentante per poter presentare le loro richieste e proposte, ma ancora il faccia a faccia non è avvenuto e non sono arrivate risposte dalla direzione dell’Università di Padova.
Il gruppo “Studenti contro il green pass” dell’Ateneo veneto continua la sua protesta sui social e in presenza contro l’obbligo della certificazione sanitaria per frequentare le lezioni e per le principali attività universitarie e adesso gli studenti chiedono “tamponi gratis” e dicono no “alla discriminazione”.
Nil Ovlas, che studia per la Laurea Magistrale di Scienze delle Religioni, spiega a Sputnik Italia le posizioni del gruppo padovano e nazionale.
- Qual è la situazione degli studenti che non hanno il green pass e che frequentano l’Università di Padova?
- La situazione attuale del nostro diritto allo studio è grave. Senza green pass non si può accedere alle aule per seguire le lezioni, la direzione dell’Ateneo si copre con l’opzione della didattica a distanza, garantita per il primo semestre, ma la Dad non copre tutte le situazioni, in alcune, come i tirocini e i laboratori non è prevista.
- Perché ritenete che il green pass non sia lo strumento corretto da usare per limitare i contagi?
- Partiamo dal presupposto che non c’è una differenza sostanziale di infettività tra chi è vaccinato e chi non lo è. Anche i vaccinati possono infettare al pari degli altri: questo assunto basato su studi scientifici fa cadere il presupposto su cui si fonda il green pass cioè creare ambienti sicuri. Per questo denunciamo una discriminazione fondata su un presupposto scientifico che è falso.
- Cosa chiedete all’Ateneo?
- I tamponi sono un sistema più sicuro di tracciamento e di lotta al contagio: il punto è che i tamponi sono a pagamento, 15 euro ciascuno: è irrealistico farsi tre tamponi a settimana solo per andare a lezione. È insostenibile. Visto che il vaccino previene un decorso grave della malattia e non il contagio, la soluzione che proponiamo è potenziare il sistema di test all’interno dell’università in forma gratuita e rimuovere la discriminazione basata sul vaccino, che non raggiunge il risultato che si propone, cioè creare ambienti sicuri.
- A rischio ci sono anche gli esami, l’accesso alle biblioteche e alle mense.
Sì, anche l’accesso alla biblioteca per il ritiro di un volume prenotato online è inibita, lo trovo assurdo e questa limitazione può compromettere una carriera universitaria. Anche in questo caso ci sarebbero soluzioni semplici che non mettono a rischio la salute, come il ritiro al desk dopo la prenotazione online senza permanenza in biblioteca, una soluzione semplice, ma anche in questo caso non c’è intenzione di dialogare. E per quanto riguarda gli esami a distanza, il mancato possesso del green pass non è un’esenzione contemplata: possono effettuare gli esami a distanza soltanto gli studenti che abitano all’estero, che sono in quarantena o in una zona rossa.
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