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La domanda di carbone russo dell'Europa potrebbe non essere soddisfatta - Bloomberg

© Foto : pixabayCoal mine
Coal mine - Sputnik Italia, 1920, 30.09.2021
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I produttori di energia nel continente sono costretti a chiedere alla Russia più carbone per alleviare la crisi energetica con l'arrivo dell'inverno e i prezzi record del gas che intaccano la redditività.
Negli ultimi anni, però, la Russia ha tagliato sempre di più le forniture di carbone verso i Paesi europei.
Ad affermarlo alla rivista Bloomberg sono stati i funzionari di due compagnie carbonifere russe.
Secondo la rivista, dopo essersi in gran parte allontanata dal carbone negli ultimi anni, nel tentativo di rendere più verde la sua produzione di elettricità, l'Europa si trova ora di fronte ad una scelta molto complicata.
I siti di stoccaggio di gas europei sono pieni solo parzialmente, dal momento che i fornitori di gas naturale liquefatto stanno favorendo l'Asia e le rinnovabili intermittenti non sono in grado di soddisfare completamente la domanda.
Con l'avvicinarsi della stagione fredda, in cui sarà richiesto il massimo dai sistemi di riscaldamento invernale, ecco l'accrescersi della domanda e la conseguente dipendenza dalle fonti energetiche della Russia, fondamentali per tenere le luci accese.

"Se tutte le utenze europee passano al carbone, si verificherà un enorme picco nella domanda di carbone che, con un preavviso così breve, la Russia da sola non può soddisfare ", ha affermato Natasha Tyrina, principale analista di ricerca presso Wood Mackenzie Ltd. a Houston.

L'esperta ha chiarito che "ci vorrebbe anche la fornitura da altri paesi, ad esempio dagli Stati Uniti".
Borsa di Shanghai - Sputnik Italia, 1920, 30.09.2021
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Verso la rinascita del carbone in Europa?

La domanda di petrolio, gas ed elettricità in continuo aumento in Europa ha portato negli ultimi tempi ad un ritorno in auge del carbone, trainato in parte dalla richiesta cinese.
La questione è decisamente complicata e rende più difficoltosi i colloqui sul clima, a poche settimane dall'apertura della COP26 in programma a Glasgow.
La Russia, terzo esportatore energetico mondiale, da parte sua, punta principalmente alle vendite ai maggiori acquirenti in Asia e aveva già da diversi anni tagliato le esportazioni di carbone verso il continente europeo, contestualmente alla chiusura delle maggiori centrali termiche a carbone del continente.
A complicare le cose ci sono anche i rigorosi standard ambientali europei per la combustione del carbone, che rendono molto più difficile e dispendioso, in termini di tempo, per la Russia preparare forniture che soddisfino i requisiti di qualità europei.
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