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Caso Morisi, procuratore Angela Barbaglio: non abbiamo divulgato noi la vicenda

Luca Morisi - Sputnik Italia, 1920, 29.09.2021
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Botta e risposta tra Salvini e la Procura. Angela Barbaglio, Procuratore della Repubblica a capo dell'inchiesta sull'ex-guru dei social media per il leader della Lega, smentisce l'accusa di Matteo Salvini.
Angela Barbaglio, Procuratore della Repubblica che ha per le mani la vicenda di Luca Morisi, l'ex-guru social di Salvini a capo della 'Bestia', indagato, si ricorderà, per una vicenda di droga famosa alle cronache, risponde così alla accusa da parte di Salvini di aver volutamente divulgato la notizia dell'iscrizione sul registro degli indagati dell'ex-guru social Morisi proprio "a cinque giorni dalle elezioni".
"Ho la certezza - ha affermato in un'intervista - che nulla è stato detto da noi e dai carabinieri, quindi sinceramente non capisco proprio questa uscita. Chi dice cose tanto assurde dovrebbe anche spiegare quale sarebbe stato il nostro interesse", dice il procuratore.
"Trattiamo questo fascicolo come tutti gli altri. - ha spiegato la procuratrice al Corriere della Sera - Peraltro si tratta di una storia banale che risale alla scorsa estate. La perquisizione è avvenuta a metà agosto, che motivo avremmo avuto di far uscire adesso la notizia?"
Come riportato da La Stampa di Torino, Salvini aveva definito l'attenzione sull'ex-guru una "Schifezza mediatica su Morisi" e "Un attacco alla Lega a 5 giorni dal voto", aggiungendo che il partito fosse sotto attacco perché dà fastidio al sistema e dichiarando di non aver mai commentato, dal canto suo, le vicende che hanno interessato il figlio del fondatore dei 5stelle Beppe Grillo o quella dell'ex premier Giuseppe Conte.
"Ci attaccano perché diamo fastidio al sistema. Io non ho mai commentato la storia del figlio di Grillo o dei parenti di Conte".
La Barbaglio si dichiara sorpresa quanto gli interessati in relazione alle tempistiche e alla "coincidenza" secondo cui la notizia viene fuori proprio adesso:

"Noi non abbiamo avuto alcun ruolo nella gestione di questa notizia e quindi non so davvero che cosa rispondere. Lo ripeto, non abbiamo alcun interesse per gli effetti sull'elettorato e mai, ribadisco mai, abbiamo pensato a strumentalizzazioni delle inchieste. E poi basta analizzare le date per capire che siamo rimasti sorpresi anche noi da tutto questo clamore. La denuncia risale al 14 agosto, per noi è un fatto antico. Abbiamo effettuato i nostri accertamenti e nulla è mai emerso".

Quasi irritata dalle supposizioni, sul finire delle sue dichiarazioni sottolinea:
"È rimasto tutto segreto fino a che non sono state rese note le dimissioni dall'incarico. Sono in magistratura da 44 anni, conosco le dinamiche perfettamente, ma non accetto illazioni sul nostro lavoro".
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