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6 morti sul lavoro in un giorno, Landini chiede lo stop alle aziende senza sicurezza

© Foto : CGIL Maurizio Landini alla manifestazione del 1 maggio a Terni
Maurizio Landini alla manifestazione del 1 maggio a Terni - Sputnik Italia, 1920, 29.09.2021
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Dopo le sei morti sul lavoro di martedì, Landini interviene per chiedere un giro di vite sulle imprese che non guardano alla sicurezza come ad un investimento.
Il segretario della Cgil, Maurizio Landini, ha chiesto al governo una “norma che fermi le aziende sino a quando non sono ripristinate le norme di sicurezza”, così in una intervista al quotidiano La Stampa.
Quindi Landini tocca anche quello che considera i nodi della prevenzione e della formazione che, secondo lui, “vanno considerate un investimento, non un costo”. E questo si deve tradurre in assunzioni negli ispettorati del lavoro e nelle Asl per fare i controlli nei cantieri.
Il sindacalista ha anche riferito che nel percorso avviato a Palazzo Chigi, con il presidente del Consiglio Mario Draghi, si è affrontato anche il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Dopo i sei morti di martedì, tra cui due operai colpiti da una fuoriuscita di azoto, Landini torna a chiedere sicurezza e, questa volta, chiede una linea più dura. Ma per fare ciò “vanno aumentati i poteri ispettivi e le sanzioni”.
E lo ha detto a Draghi: “Nelle imprese che non rispettano norme, o che sono soggette a incidenti, le attività possano essere sospese sino a che non si ripristinino le condizioni di sicurezza. Questo vuol anche dire, da subito, effettuare migliaia di nuove assunzioni negli ispettorati del lavoro, nelle Asl e servizi territoriali”.
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Vincolo di formazione per datori di lavoro

Landini chiede anche che sia rafforzato il vincolo della formazione per i datori di lavoro, facendo notare che quanto accaduto a Pieve Emanuele è successo nell’ambito di un appalto e, dice, “troppo spesso le vittime sono lavoratori precari o neoassunti. Non si può restare a guardare”.
Ecco perché Landini chiede una patente a punti della sicurezza aziendale e ha affermato che il governo si è reso disponibile a lavorarci “a partire dal coordinamento delle banche dati”.
E ribadisce: “Senza sicurezza non si può lavorare”.
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