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“Volevo bollire urina d’orso”: così si giustifica la ‘sciamana’ che ha bruciato mezza California

© AP Photo / Ringo H.W. ChiuIncendio boschivo "Apple" nella Cherry Valley, California, Sabato primo agosto 2020
Incendio boschivo Apple nella Cherry Valley, California, Sabato primo agosto 2020 - Sputnik Italia, 1920, 28.09.2021
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Una donna californiana, che si professa sciamana, è stata arrestata con l’accusa di aver appiccato un incendio che ha distrutto almeno 41 case e 90 piccole strutture, nonché aver fatto correre seri rischi a circa un altro migliaio di abitazioni. Quantomai poco credibile è stata ritenuta dalla polizia la sua ricostruzione dei fatti.
Alexandra Souverneva, 30 anni, rischia fino a 9 anni di reclusione, stando alla denuncia penale del procuratore distrettuale della contea di Shasta, in California, Stephanie Bridgett, che la accusa di essere responsabile di quello che la stampa ha chiamato il Fawn Fire, un incendio di vaste proporzioni divampato il 22 settembre e non ancora domato.
La Souverneva sarebbe stata arrestata perché lei stessa avrebbe chiamato i soccorsi, dopo essere rimasta bloccata nella boscaglia ed essere stata trovata in possesso di materiale compromettente quello stesso 22 settembre, giorno in cui è divampato l’incendio. In particolare, la donna possedeva delle cartucce di CO2, un accendisigari e un "oggetto bianco contenente una sostanza a foglia verde", si legge nella denuncia.
L’accendisigari e le ricariche potrebbero essere in relazione con il fatto che quella "sostanza a foglia verde", come descritta nella denuncia, in qualche modo bisognava pur accenderla per fumarla, ma quello che ha insospettito in particolar modo gli inquirenti è stata la strana ricostruzione che la stessa donna ha fatto della sua vicenda.
La donna, che, per inciso, sul suo profilo LinkedIn si definisce sciamana di professione, ha detto che voleva fare un’escursione in Canada e che a un certo punto si è persa, gli è venuta sete e ha individuato una pozza d’acqua che però, per qualche motivo, sospettava contenesse urina di orso, per cui ha deciso di purificarla facendola bollire. A tale scopo, avrebbe tentato di accendere un fuoco, ma non ci sarebbe riuscita. Più tardi avrebbe chiamato i soccorsi, ma, allora, stranamente, la zona intorno stava andando a fuoco.
Quando i soccorsi l’hanno trovata, l’hanno prima trattata per disidratazione, poi, dopo aver sentito il suo racconto, l'hanno consegnata alle autorità del caso.
Ora la cauzione è fissata a 150mila dollari e la prima apparizione in tribunale è fissata per il 5 ottobre. La donna si dichiara innocente, ma il suo avvocato, contattato dai media, ha fatto intendere che sta preparando una difesa basata sulla seminfermità mentale per abuso di droghe.
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