Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Il turismo è il settore più colpito dalla pandemia in Italia: i dati di Banca d’Italia certificano

© Sputnik . Fabio CarboneEstate spiaggia di Bacoli con ombrelloni, Napoli agosto 2021
Estate spiaggia di Bacoli con ombrelloni, Napoli agosto 2021 - Sputnik Italia, 1920, 28.09.2021
Seguici su
In un solo anno, l’industria del Turismo italiana ha perso tutto ciò che aveva costruito dal 2010 al 2019 in termini di crescita. Se, nel decennio di riferimento, il settore era cresciuto a un tasso medio annuo del +1,5%, nel 2020 ha perduto il 52,3%.
A scriverlo è la Banca d’Italia nel rapporto dal titolo “Il settore turistico e la pandemia di Covid-19” appena pubblicato.
Un'“intensa flessione dei flussi turistici”, quindi, che ha colpito tutto il territorio nazionale, ma “il calo ha riguardato in misura più marcata la componente internazionale e, tra le aree geografiche, il Centro e il Mezzogiorno”.
Sia il fatturato delle imprese del settore turistico che il livello occupazionale hanno risentito di più “rispetto agli altri comparti”, scrive ancora Banca d’Italia.
Sotto il profilo della scarsità di cash-flow disponibile, “le imprese turistiche hanno fronteggiato il maggiore fabbisogno di liquidità che ne è derivato, facendo ampio ricorso ai finanziamenti erogati da banche e società finanziarie; il ricorso alle moratorie e alle garanzie previste dagli interventi pubblici è stato più intenso rispetto agli altri settori in tutte le aree del Paese”.
Il rischio che si prefigura nel proseguimento della dinamica del comparto turistico riguarda il “sovraindebitamento”.

Il turismo interno e quello esterno

In termini percentuali, la flessione del turismo interno nel 2020 è stata pari al -33,8%, ammortizzata solo dal turismo estivo degli italiani.
Molto più grave l’assenza della componente di turisti esteri, venuta a mancare per il -70,3%. Quest’ultima, nel 2019, rappresentava la metà delle presenze.
I mesi peggiori sono stati aprile e maggio 2020, quando i flussi si sono arrestati, mentre ad agosto, grazie alla componente interna, le presenze sono tornate sui livelli del 2019.
Un'ulteriore battuta di arresto si è poi verificata da ottobre 2020, con l’innalzamento di misure di contenimento via via sempre più stringenti.
A risentirne le regioni con la maggiore vocazione turistica internazionale, come Toscana, Lazio, Campania, Sicilia, Basilicata e Umbria e le località balneari.
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала