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Chernobyl, ecco gli animali della 'zona di alienazione'

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Rane più scure del normale, uccelli albini, insetti meno longevi. Sono solo alcune delle specie che sono riuscite a trasformare la 'zona di alienazione' di Chernobyl nel loro habitat naturale, grazie a un processo di automodificazione genetica.
© Foto : Chornobyl Radiation and Ecological Biosphere Reserve

I trenta chilometri intorno al reattore numero 4 della centrale nucleare, esploso in Ucraina nel 1986 durante un test, avrebbero dovuto essere interdetti a qualunque forma di vita per secoli.

I trenta chilometri intorno al reattore numero 4 della centrale nucleare, esploso in Ucraina nel 1986 durante un test, avrebbero dovuto essere interdetti a qualunque forma di vita per secoli. - Sputnik Italia
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I trenta chilometri intorno al reattore numero 4 della centrale nucleare, esploso in Ucraina nel 1986 durante un test, avrebbero dovuto essere interdetti a qualunque forma di vita per secoli.

© Foto : Chornobyl Radiation and Ecological Biosphere Reserve

Invece, contrariamente a qualunque previsione, in questi 35 anni si sono ripopolati, fino a diventare un esempio unico al mondo di biodiversità.

Invece, contrariamente a qualunque previsione, in questi 35 anni si sono ripopolati, fino a diventare un esempio unico al mondo di biodiversità. - Sputnik Italia
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Invece, contrariamente a qualunque previsione, in questi 35 anni si sono ripopolati, fino a diventare un esempio unico al mondo di biodiversità.

© Foto : Chornobyl Radiation and Ecological Biosphere Reserve

Ma tutto questo è avvenuto grazie alla capacità degli animali di cambiare parti del proprio Dna per poter sopravvivere alle radiazioni.

Ma tutto questo è avvenuto grazie alla capacità degli animali di cambiare parti del proprio Dna per poter sopravvivere alle radiazioni. - Sputnik Italia
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Ma tutto questo è avvenuto grazie alla capacità degli animali di cambiare parti del proprio Dna per poter sopravvivere alle radiazioni.

© Foto : Chornobyl Radiation and Ecological Biosphere Reserve

Un gruppo di scienziati ha studiato la fauna del fiume Pripyat, che passa dall'ononima città fantasma in Ucraina, a circa 3 chilometri dalla centrale nucleare.

Un gruppo di scienziati ha studiato la fauna del fiume Pripyat, che passa dall'ononima città fantasma in Ucraina, a circa 3 chilometri dalla centrale nucleare. - Sputnik Italia
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Un gruppo di scienziati ha studiato la fauna del fiume Pripyat, che passa dall'ononima città fantasma in Ucraina, a circa 3 chilometri dalla centrale nucleare.

© Foto : Chornobyl Radiation and Ecological Biosphere Reserve

Lo studio è durato un mese e l’obiettivo è stato quello di capire meglio che tipo di fauna c’è oggi in zona, a più di tre decenni dal disastro nucleare.

Lo studio è durato un mese e l’obiettivo è stato quello di capire meglio che tipo di fauna c’è oggi in zona, a più di tre decenni dal disastro nucleare. - Sputnik Italia
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Lo studio è durato un mese e l’obiettivo è stato quello di capire meglio che tipo di fauna c’è oggi in zona, a più di tre decenni dal disastro nucleare.

© Foto : Chornobyl Radiation and Ecological Biosphere Reserve

Gli scienziati hanno studiato grandi mammiferi, uccelli nidificanti, anfibi, pesci, bombi, lombrichi e batteri, dimostrando che gli attuali livelli di radioattività, altissimi per la sopravvivenza degli esseri umani, non hanno particolari effetti negativi sulle diverse specie animali e vegetali che vivono intorno alla centrale ormai abbandonata.

Gli scienziati hanno studiato grandi mammiferi, uccelli nidificanti, anfibi, pesci, bombi, lombrichi e batteri, dimostrando che gli attuali livelli di radioattività, altissimi per la sopravvivenza degli esseri umani, non hanno particolari effetti negativi sulle diverse specie animali e vegetali che vivono intorno alla centrale ormai abbandonata. - Sputnik Italia
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Gli scienziati hanno studiato grandi mammiferi, uccelli nidificanti, anfibi, pesci, bombi, lombrichi e batteri, dimostrando che gli attuali livelli di radioattività, altissimi per la sopravvivenza degli esseri umani, non hanno particolari effetti negativi sulle diverse specie animali e vegetali che vivono intorno alla centrale ormai abbandonata.

© Foto : Chornobyl Radiation and Ecological Biosphere Reserve

La ricerca ha anche evidenziato come, in tutti i gruppi esaminati, le popolazioni restano stabili e vitali all'interno della zona contaminata.

La ricerca ha anche evidenziato come, in tutti i gruppi esaminati, le popolazioni restano stabili e vitali all'interno della zona contaminata. - Sputnik Italia
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La ricerca ha anche evidenziato come, in tutti i gruppi esaminati, le popolazioni restano stabili e vitali all'interno della zona contaminata.

© Foto : Chornobyl Radiation and Ecological Biosphere Reserve

Segno che gli organismi si sono via via adattati all'ambiente inospitale e lo hanno trasformato nel loro habitat naturale.

Segno che gli organismi si sono via via adattati all'ambiente inospitale e lo hanno trasformato nel loro habitat naturale. - Sputnik Italia
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Segno che gli organismi si sono via via adattati all'ambiente inospitale e lo hanno trasformato nel loro habitat naturale.

© Foto : Chornobyl Radiation and Ecological Biosphere Reserve / S.Gaschak

Le foto hanno rilevato la presenza di una fauna abbondante a tutti i livelli di radiazioni.

Le foto hanno rilevato la presenza di una fauna abbondante a tutti i livelli di radiazioni. - Sputnik Italia
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Le foto hanno rilevato la presenza di una fauna abbondante a tutti i livelli di radiazioni.

© Foto : Chornobyl Radiation and Ecological Biosphere Reserve

Così è stato possibile osservare non solo cani e gatti, ma anche volpi, orsi bruni, bisonti, lupi, linci, cavalli, pesci e oltre 200 specie di uccelli.

Così è stato possibile osservare non solo cani e gatti, ma anche volpi, orsi bruni, bisonti, lupi, linci, cavalli, pesci e oltre 200 specie di uccelli. - Sputnik Italia
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Così è stato possibile osservare non solo cani e gatti, ma anche volpi, orsi bruni, bisonti, lupi, linci, cavalli, pesci e oltre 200 specie di uccelli.

© Foto : Chornobyl Radiation and Ecological Biosphere Reserve

Tutti riuniti in un'incredibile oasi naturale, nella quale da oltre trent'anni non vive più alcun essere umano.

Tutti riuniti in un'incredibile oasi naturale, nella quale da oltre trent'anni non vive più alcun essere umano. - Sputnik Italia
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Tutti riuniti in un'incredibile oasi naturale, nella quale da oltre trent'anni non vive più alcun essere umano.

© Foto : Chornobyl Radiation and Ecological Biosphere Reserve

Secondo gli esperti, tutto questo è stato possibile grazie a un graduale processo di automodificazione genetica.

Secondo gli esperti, tutto questo è stato possibile grazie a un graduale processo di automodificazione genetica. - Sputnik Italia
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Secondo gli esperti, tutto questo è stato possibile grazie a un graduale processo di automodificazione genetica.

© Foto : Chornobyl Radiation and Ecological Biosphere Reserve

Nel 2015, gli scienziati avevano individuato per la prima volta che animali come il lupo grigio erano presenti in abbondanza nella zona di esclusione e, in particolare, entro poco più di 1,5 chilometri quadrati dalla centrale.

Nel 2015, gli scienziati avevano individuato per la prima volta che animali come il lupo grigio erano presenti in abbondanza nella zona di esclusione e, in particolare, entro poco più di 1,5 chilometri quadrati dalla centrale. - Sputnik Italia
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Nel 2015, gli scienziati avevano individuato per la prima volta che animali come il lupo grigio erano presenti in abbondanza nella zona di esclusione e, in particolare, entro poco più di 1,5 chilometri quadrati dalla centrale.

© Foto : Chornobyl Radiation and Ecological Biosphere Reserve

Secondo i ricercatori, l'assenza di esseri umani in quell'area potrebbe favorire molte specie, in particolare i grandi mammiferi.

Secondo i ricercatori, l'assenza di esseri umani in quell'area potrebbe favorire molte specie, in particolare i grandi mammiferi. - Sputnik Italia
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Secondo i ricercatori, l'assenza di esseri umani in quell'area potrebbe favorire molte specie, in particolare i grandi mammiferi.

© Foto : Chornobyl Radiation and Ecological Biosphere Reserve

In particolare, l'assenza di pesticidi, gas di scarico e inquinamento avrebbero migliorato drasticamente la qualità dell'ambiente, permettendo a migliaia di animali di vivere e proliferare.

In particolare, l'assenza di pesticidi, gas di scarico e inquinamento avrebbero migliorato drasticamente la qualità dell'ambiente, permettendo a migliaia di animali di vivere e proliferare. - Sputnik Italia
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In particolare, l'assenza di pesticidi, gas di scarico e inquinamento avrebbero migliorato drasticamente la qualità dell'ambiente, permettendo a migliaia di animali di vivere e proliferare.

© Foto : Chornobyl Radiation and Ecological Biosphere Reserve

Questo studio fornisce un tassello in più per conoscere la fauna selvatica della 'zona di alienazione' di Chenobyl e per capire in che modo avviene la ridistribuzione di queste risorse alimentari e la connessione fra ecosistemi adiacenti.

Questo studio fornisce un tassello in più per conoscere la fauna selvatica della 'zona di alienazione' di Chenobyl e per capire in che modo avviene la ridistribuzione di queste risorse alimentari e la connessione fra ecosistemi adiacenti. - Sputnik Italia
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Questo studio fornisce un tassello in più per conoscere la fauna selvatica della 'zona di alienazione' di Chenobyl e per capire in che modo avviene la ridistribuzione di queste risorse alimentari e la connessione fra ecosistemi adiacenti.

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