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La Russia non si sbaglia: negli USA trovano il modo di guadagnare miliardi da un sogno

© Foto : PixabayPannelli a energia solare
Pannelli a energia solare - Sputnik Italia, 1920, 27.09.2021
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Presso la Camera dei rappresentanti statunitense è stato presentato un progetto di legge che dovrebbe, a detta dei suoi autori, ridurre le emissioni di gas serra prodotte dagli enti nazionali che erogano corrente elettrica.
Per l’implementazione di questa idea i democratici chiedono al Ministero delle Finanze 3.500 miliardi di dollari. Non ci siamo sbagliati a fare i conti: si tratta davvero di una richiesta a 12 zeri.
La votazione del disegno di legge si terrà la settimana prossima nell’ambito dei lavori della commissione del Congresso sull’Energia. Secondo il progetto entro il 2035 gli USA dovrebbero azzerare le emissioni di CO2 prodotte dalla produzione e dal trasporto di energia. Per raggiungere questo obiettivo con una somma di denaro che rappresenta un nono del debito americano si prevede di:
Spendere 18 milioni per compensare le famiglie che decidono di effettuare la transizione da fonti energetiche tradizionali a rinnovabili,
Destinare 17,5 miliardi alla “decarbonizzazione degli edifici e al parco macchine a uso federale”,
Stanziare 13,5 miliardi per l’immissione sul mercato di nuove automobili elettriche e per lo sviluppo delle reti di colonnine di ricarica,
Allocare 9 miliardi per il miglioramento e l’ammodernamento della rete elettrica esistente,
Destinare 7 miliardi al Ministero dell’Energia che concederà poi prestiti per l’elaborazioni di tecnologie di trasmissione di energia elettrica a emissioni zero,
Utilizzare 5 miliardi per la sostituzione completa dei motori a combustione interna con motori elettrici su autobus scolastici, camion della spazzatura e su tutti gli altri trasporti merci pesanti,
Stanziare 2,5 miliardi per la riqualificazione energetica delle aree urbane meno attrezzate e per l’installazione di pannelli solari.
Il piano è complesso e non si limita unicamente alla generosa distribuzione di denaro non ancora garantito.
Il principale cambiamento che interesserà la politica energetica interna degli USA consiste nella richiesta da parte dei democratici di escludere il gas naturale dall’elenco delle fonti energetiche considerate sicure.
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Le condizioni volontariamente approvate dagli USA prevedono che possano essere considerate ecologiche soltanto quelle metodologie di produzione dell’energia elettrica in cui per ogni megawattora di energia prodotto si rilasciano nell’atmosfera al massimo 100 chili di gas serra.
Intendono indurre le società produttrici di energia ad adeguarsi ai nuovi standard usando il bastone e la carota.
Ogni produttore che incrementi del 4% nell’arco di un anno la quota di rinnovabili all’interno del proprio mix energetico riceverà un incentivo statale pari a 150 dollari per megawattora. Chiunque non si allineerà alle direttive di questa transizione energetica sarà punibile con sanzioni ulteriori imposte dal Ministero dell’Energia. La portata delle sanzioni non è precisata, ma, in base agli ultimi trend che vedono un aumento delle imposte di carbonio, non stupirebbe se le sanzioni applicate colpiranno in maniera significativa le taste delle aziende produttrici.
Si consideri poi che, in base alla formulazione adottata dalla legislazione, i membri del Congresso USA intendono “speronare” i produttori nazionali di energia. Questi ultimi si sarebbero anche potuti offendere per questa espressione dato che di solito si speronano gli animali da corsa e non di dà loro la possibilità di esprimersi durante i programmi televisivi in prima serata.
Non sorprende che l’iniziativa del Congresso sia stata supportata in modo particolare dagli attivisti green e dagli ambientalisti. Del resto il programma presentato non riguarda l’ecologia, quanto la distorsione di una misura irreale. E da questa grande torta ognuno può prendere una fetta.
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Per dimostrare questa dimensione del tema, è sufficiente sfogliare un paio di pagine del documento online. Mentre al Congresso si affrontano nella maniera più seria possibile un incredibile futuro ambientalista, le autorità californiano chiedono al governo federale di dichiarare lo stato di emergenza perché lo Stato, seppur notoriamente soleggiato, si trova a un passo dal verificarsi di blackout continui.
Le aziende produttrici di energia in California chiedono di rimuovere le misure restrittive sull’emissione di sostanze nocive che colpiscono le centrali elettriche a gas locali. Questo consentirebbe loro di essere in grado di soddisfare le sempre più crescenti necessità in termini di energia elettrica legate all’afa anomala, agli incendi boschivi, al forte vento e alla difficile situazione in cui versa la rete elettrica. La situazione è così tesa che il governo locale sta invitando la popolazione a ridurre i consumi di energia elettrica e sta attirando l’attenzione del Ministero dell’Energia a Washington dal momento che “le aspettative dei verdi sono totalmente distaccate dalla realtà dei fatti”: infatti, le fonti di energia solare ed eolica non sono nemmeno lontanamente in grado di compensare la capacità produttiva garantita dal gas naturale.
I politici americani non possono non sapere che il Paese che gestiscono è il più grande consumatore di gas naturale al mondo. Nel 2020 gli States hanno consumato 871 miliardi di metri cubi di gas, il 38% dei quali (ossia 330 miliardi) è stato utilizzato proprio per la produzione di energia elettrica.
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Poco meno è stato consumato dal settore dell’industria con un dispendio totale di 287 miliardi di metri cubi che sulla scia dell’impegno green oramai di moda è diventato inaccettabile per i politici americani.
Sarebbe un grave errore pensare che il destino della più grande nazione al mondo sia determinato da persone limitate e sprovvedute. Anzi! I senatori e i membri del Congresso sono ben a conoscenza di queste e altre implicazioni a livello di numeri e trend, dell’impossibilità di abbandonare il carbone in Stati settentrionali come il Montana e il Wyoming, ma anche del fatto che rinunciare completamente al gas naturale è praticamente impossibile (e anche il tentativo di ridurre la sua quota nel mix energetico complessivo del Paese porterebbe immediatamente a blackout continui e a un’impennata delle importazioni alle quali gli States da tempo non sono abituati).
Pertanto quanto sta accadendo altro non è che una grande messa in scena dei Democratici al potere i quali vogliono nascondere dietro le belle parole e l’implementazione del programma elettorale un enorme dispendio di fondi pubblici.
Né i texani che conoscono tutto il fascino degli inverni rigidi né i californiani abituadi al caldo torrido potranno contare su grandi cambiamenti in futuro.
Gli incendi boschivi causati da brevi corti circuiti alla rete elettrica su cui cadono gli alberi sono imperversati negli States meridionali sia nel 2013 sia nel 2021. Tra le due ondate di incendi l’ambientalista Obama è stato sostituito alla presidenza da tradizionalista Trump il quale di recente ha lasciato il passo al “verde” Biden. Per l’ammodernamento delle centrali elettriche e della rete elettrica, per la creazione di reattori nucleari di potenza ridotta e per la transizione a modalità di generazione energetica a emissioni zero sono state spese ingenti somme di denaro.
Ad ogni modo, se vengono stanziate migliaia di miliardi di dollari, significa che qualcuno li usa. E per quelle poche persone intelligenti e che si pongono delle domande basta soltanto imporre delle sanzioni.
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