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“Corpi con la vagina”? In nome dell’inclusività, The Lancet offende 4 miliardi di donne

© Foto : PixabayDonna che si asciuga i capelli - Immagine metaforica
Donna che si asciuga i capelli - Immagine metaforica - Sputnik Italia, 1920, 27.09.2021
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The Lancet, la storica rivista scientifica inglese fondata nel 1823, e autorità mondiale in materia di medicina, ha recentemente stupito non solo il mondo accademico, e la comunità di critici professionisti, ma anche fatto scalpore suoi social, per una pubblicazione che, per non voler offendere nessuno, è finita in realtà per offendere tutti.
Considerato che secondo le ultime stime su questo pianeta ci sono quasi 8 miliardi di persone, e la metà almeno sono donne, la pubblicazione di The Lancet intitolata originariamente “Periods on display” ma poi apparsa in prima pagina con l’inquietante titolo “Historically, the anatomy and physiology of bodies with vaginas have been neglected”, ha di fatto offeso circa 4 miliardi di persone.
Sì perché la frase significa “Storicamente, l'anatomia e la fisiologia dei corpi con la vagina sono state trascurate”, ed è una citazione, presa a titolo, di un passaggio dell’articolo stesso, in cui si parla del Museo della Vagina di Londra e della sua esposizione sul tema delle mestruazioni, viste da un punto di vista storico, delle problematiche che queste hanno sempre rappresentato per le donne, della mancanza di comprensione e solidarietà che spesso gli uomini mostrano loro al riguardo, ai pregiudizi, alla vergogna che, nelle varie culture, talvolta comporta l’essere donna.
Niente di più serio e interessante in realtà, per gli stessi uomini, che è grazie a questo meccanismo biologico, di cui non vi è nulla di cui vergognarsi, al contrario, del quale bisognerebbe avere orgoglio, se anche la loro metà di umanità riesce a riprodursi.
E appunto per quello che presumibilmente, non solo le donne si saranno sentite offese da una definizione del genere - “corpi con la vagina” - ma anche molti uomini particolarmente sensibili e di intelletto.
"L’ho appena visto. Sono schifato. Ho appena scritto a Lancet per dirgli di togliermi dalla lista dei revisori, cancellare il mio abbonamento, e non contattarmi mai più e in nessun caso. Linguaggio assolutamente imperdonabile per riferirsi a donne e ragazze”, ha detto per esempio David Curtis, professore onorario di genetica presso l'University College di Londra ed, evidentemente, uno di quelli che non l’ha presa benissimo.
Ma d’altra parte chi potrebbe averla presa bene? I transessuali? Non credo proprio. Immaginate una persona che si senta intrappolata nel corpo sbagliato e che dopo aver letto questa cosa non gli rimanga più altra ambizione nella vita se non quella, nella migliore delle ipotesi, di riuscire un giorno a diventare un ‘corpo con la vagina’ invece che una donna.
Allora chi? Chi sono questi ‘soggetti vaginati’ in questa epoca di pandemie politically correct?
A chi ha fatto un favore con cotanta inclusione, questa gentile autrice che si chiama Sophia Davis, che dal nome presumiamo sia una donna, ma chissà, magari preferisce lei stessa definirsi un ‘corpo con la vagina’.
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