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Il capo epidemiologo svedese definisce corretto il rifiuto della quarantena a causa del COVID-19

© Sputnik . Anton Bystrov / Vai alla galleria fotograficaGli abitanti di Teheran in mascherine
Gli abitanti di Teheran in mascherine - Sputnik Italia, 1920, 26.09.2021
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Il capo epidemiologo svedese Tegnell definisce corretta la rinuncia al lockdown per il Covid-19.
L'unico modo per combattere la pandemia di coronavirus è la vaccinazione e le autorità svedesi hanno fatto la cosa giusta decidendo di non introdurre il lockdown, ha affermato il capo epidemiologo del paese Anders Tegnell in un'intervista a Unherd.
Il virologo ha ammesso che le autorità hanno sottovalutato la capacità di diffondere l'infezione, ma allo stesso tempo ha richiamato l'attenzione sulla situazione in altri Paesi europei.

"Se si guarda, ad esempio, al tasso di mortalità, in Svezia le cose non vanno affatto male, secondo questo indicatore il Paese è tra il quart'ultimo e quint'ultimo posto dell'Unione Europea", ha spiegato Tegnell.

Ha spiegato la decisione di non introdurre la quarantena seguendo l'esempio di altri Stati secondo la tradizione liberale del regno.
Quello che si osserva a distanza di circa un anno è però un quadro non così ottimistico se pensiamo alle 13mila vittime registrate e al mancato raggiungimento dell'auspicata immunità di gregge.
Oltretutto se rapportiamo il caso della Svezia alle vicine Norvegia, Finlandia e Danimarca.
Stessa cosa in economia: la politica "soft" adottata dal Regno per salvaguardare l'economia del paese in questi tempi difficili, non ha prodotto la crescita sperata: il PIL è diminuito del 3% circa, meglio che in numerosi altri paesi, ma allo stesso livello dei "vicini" che hanno invece optato per le chiusure.
L'epidemiologo aveva messo da subito in discussione l'approccio prevalente dell'uso di mascherine e l'adozione delle chiusure e delle limitazioni.
Si ricorderà come anche il Regno Unito avesse ipotizzato inizialmente di cercare di raggiungere una immunità di gregge, ma che poi aveva repentinamente cambiato idea dato l'alto numero di decessi ed il diffondersi della malattia.
Viene sollevata anche una ipotesi, che il modello svedese, non sia poi stato effettivamente così permissivo, laddove permetteva sì di andare a scuola e all'università, ma in effetti la popolazione ha poi risposto con giudizio e la maggior parte delle lezioni si è così svolta online.
"C'è un alto livello di rispetto e fiducia tra la popolazione, il governo e le agenzie", ha affermato l'epidemiologo.
Ha anche affermato che le autorità hanno deciso di introdurre misure mirate, evitando così di chiudere ad esempio scuole o campi sportivi, poiché ciò ''non ha praticamente alcun effetto sulla trasmissione del virus". Allo stesso tempo, il paese ha imposto restrizioni al funzionamento dei ristoranti, dove l'infezione si stava diffondendo più attivamente.
Bandiera svedese - Sputnik Italia, 1920, 18.05.2020
A cosa ha portato la “peculiare decisione” della Svezia di non introdurre la quarantena
Tegnell ha definito la vaccinazione l'unico modo per controllare la diffusione del coronavirus, sottolineando al contempo che non sarà possibile eliminare completamente l'infezione.

"Abbiamo cercato fin dall'inizio di dimostrare che questa è una malattia con la quale dobbiamo imparare a convivere", ha spiegato.

L'epidemiologo ha aggiunto che sempre più paesi stanno arrivando a questa conclusione. Tegnell ha esortato a prepararsi al fatto che in futuro "casi multipli di COVID-19 negli ospedali" potrebbero diventare la norma, proprio come l'influenza o altre infezioni.
Secondo l'Istituto Hopkins, durante la pandemia in Svezia sono stati registrati 1,15 milioni di casi di infezione da coronavirus, e sono morte 14,8mila persone. Allo stesso tempo, il tasso di mortalità per milione di abitanti è stato di molto superiore agli indicatori dei paesi vicini: 1452 morti in Svezia contro 155, 191 e 454 rispettivamente in Norvegia, Finlandia e Danimarca.
Le autorità del Paese sono state oggetto di pesanti critiche sia all'estero che all'interno del regno. Il motivo delle accuse era l'assenza quasi totale di restrizioni e la presenza di sole raccomandazioni per l'autoisolamento. Lo stesso Tegnell ha precedentemente ammesso che il regno ha commesso un errore nella fase iniziale, non riuscendo a proteggere completamente i residenti delle case di cura dall'infezione, il che ha portato a un alto tasso di mortalità.
Allo stesso tempo alcuni esperti hanno notato la forza della strategia svedese volta alla responsabilità personale dei cittadini.
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