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Green pass "vergognoso e criminale", professore di Orvieto rischia la sospensione: "Non mi fermo"

© Sputnik . Evgeny UtkinManifestazione No Green Pass, Milano 31.07
Manifestazione No Green Pass, Milano 31.07 - Sputnik Italia, 1920, 25.09.2021
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Il professor Gianfranco Pigozzi, dopo aver scioperato contro il certificato verde, ha deciso di interrompere i tamponi, rischiando sospensione e stipendio. Con un cartello davanti all'istituto, spiega le ragioni della sua protesta. Ai suoi alunni "spera di insegnare a non piegare la testa davanti alle ingiustizie".
"Il green pass è vergognoso e criminale perché provocatoriamente disonesto nei confronti dei cittadini, violentemente lesivo dei diritti costituzionali, completamente inutile per la prevenzione del contagio", si legge all'inizio del cartello che il professor Gianfranco Pigozzi, docente di arte all'istituto secondario Signorelli di Orvieto, ha posto sul finestrino della sua auto posteggiata davanti alla scuola, per protestare contro l'obbligo della certificazione verde, che considera "un brutale atto di ricatto e sottomissione politica".
L'insegnante, non vaccinato, ha deciso di interrompere i tamponi, deciso ad andare incontro alla sospensione e rinunciando allo stipendio e ad insegnare arte ai suoi alunni. Con la sua protesta spera almeno di insegnare loro "a non piegare la testa davanti alle ingiustizie".

Non sono un no-vax

Ad Ansa Pigozzi spiega di non essere un no-vax, ma di essere "molto perplesso sull'utilità e sull'efficacia di questo nuovo trattamento che non si può chiamare vaccino, in quanto non corrisponde alla sua definizione storica".
Ritiene che l'emergenza sanitaria sia stata lasciata in mano a "tecnocrati e affaristi", che la salute pubblica non sia "tra le priorità del governo".

"Come libero cittadino - prosegue - mi sento discriminato, perché non mi sto sottraendo a nessun obbligo di legge, ma sto compiendo una libera scelta".

Contro l'obbligo del green pass Pigozzi afferma di aver scioperato "per la prima volta" nella sua vita e adesso, dopo aver speso dall'1° settembre 180 euro in tamponi, decide di sottrarsi definitivamente all'obbligo. Da martedì, dunque, rischia la sospensione dal lavoro e dallo stipendio.
"Non mi fermerò - avverte - finché il dibattito non sarà riportato in una situazione di confronto e in un clima di fiducia".

La replica della dirigente

"Conosco il docente da anni e so quanto sia attaccato all'istituzione scolastica, ho tentato di convincerlo in tutti i modi a vaccinarsi", ha ad Ansa la dirigente scolastica dell'istituto Signorelli, Antonella Meatta. "Non farlo - aggiunge - è al momento una scelta, ma io devo muovermi secondo la normativa e se non cambierà idea da martedì sarò costretta a sospenderlo".
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