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Francia-Svezia, cooperazione in materia di Difesa contro le "sfide" provenienti da Russia e Cina

© REUTERS / Christian HartmannLa bandiera NATO
La bandiera NATO - Sputnik Italia, 1920, 25.09.2021
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Svezia e Francia hanno firmato una dichiarazione d'intenti per una cooperazione in materia di Difesa. Secondo le forze armate di entrambi i paesi, l'idea è di aumentare la capacità di compiere sforzi congiunti, ove necessario, e in previsione di affrontare le “sfide” provenienti da Russia e Cina.
Questa cooperazione includerà anche la gestione delle crisi, misure per aumentare la resilienza, lo sviluppo di capacità tecniche e il partenariato.
L'intesa è stata siglata a margine del vertice dei ministri della Difesas della European Intervention Initiative, EI2, a Stoccolma.
Per l'occasione, il ministro della Difesa francese Florence Parly e l’omologo svedese Peter Hultqvist hanno scritto un articolo d'opinione sul quotidiano Dagens Nyheter, gettando le basi della futura cooperazione e spiegando il quadro di minacce che presumibilmente includerebbe Russia e Cina.
Soprattutto, i ministri hanno affermato che viviamo in un "tempo imprevedibile", azzardando che le sfide geopolitiche sono ancora più grandi e complesse adesso rispetto a qualsiasi altro momento dopo la Guerra Fredda e suggerendo che "beni comuni globali" come lo Spazio, il cyberspazio, i nostri oceani e i cieli, sono "sempre più contesi". Hanno quindi proceduto a individuare minacce concrete.
Tra le altre cose, le esercitazioni Zapad recentemente completate da Mosca, svoltesi nella Russia occidentale e in Bielorussia, sono state definite una "dimostrazione di forza" che mostra l'"ampia capacità militare" di Mosca.
La Cina, d’altra parte, è stata suggerita come pericolo per via del suo crescente potere economico e la “crescente di influenza militare” in molte parti del mondo. Inoltre, entrambe le nazioni sono state definite come minacce in termini di disinformazione e attività ibride che, secondo i due ministri, sarebbero "divenute parte della nuova normalità".
In altre parti del mondo, soprattutto nel Sahel e nell'Africa subsahariana, l'estremismo, il terrorismo, il traffico di esseri umani e la droga sono stati individuati come ulteriore minaccia per la sicurezza interna ed esterna dell'Europa.
Per contrastare le suddette minacce, i due ministri hanno invitato a rafforzare la sicurezza comune dell'Europa e ad aumentare la sua "autonomia strategica", nonostante Peter Hultqvist sia stato uno strenuo oppositore dell'idea di una forza unita dell'UE, lanciata in Francia e da vari politici dell'UE.
"La sicurezza dell'Europa è prima di tutto responsabilità degli europei. L'autonomia strategica europea deve aumentare in un modo che sia rafforzata e sia in sintonia con la sicurezza transatlantica e globale", hanno scritto Hultqvist e Parly.
Citando interessi comuni, valori e una storia comune tra Francia e Svezia, i due ministri hanno chiesto una cooperazione militare e di sicurezza più attiva tra i due paesi, che attualmente include la Task Force Takuba in Mali, alla quale la Svezia contribuisce con 150 soldati, oltre a numerose esercitazioni regionali quali Aurora, Arctic Challenge e Northern Coasts.
A differenza della Francia, membro della NATO, la Svezia rimane formalmente non allineata, nonostante abbia rafforzato la sua cooperazione militare con l'alleanza e gli Stati Uniti negli ultimi decenni e abbia regolarmente contribuito alle loro operazioni all'estero, anche in Libia e Afghanistan.
Di recente, l'establishment svedese, inclusi politici, capi militari, nonché lo stesso ministro della Difesa Hultqvist e importanti giornalisti d'opinione, hanno ripetutamente usato la narrativa "assertiva" e "aggressiva" della Russia come pretesto per assicurare incrementi militari e aumenti di bilancio, inclusa la rimilitarizzazione dell'isola baltica di Gotland, precedentemente smilitarizzata, che è stata identificata come un potenziale "trampolino di lancio" per un'"invasione" russa.
La Russia, da parte sua, ha affermato che i cambiamenti nella spesa militare svedese "non possono che destare preoccupazione". Come suggerito dalla portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, le "fobie antirusse inventate" di Stoccolma sono in gran parte il risultato di pressioni esterne, principalmente della NATO, alla quale la Svezia si sta avvicinando.
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