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Descalzi: “All’Europa serve un piano per la sicurezza energetica e bisogna guardare a Sud”

© AP Photo / Andrew MedichiniL'ad dell'ENI Claudio Descalzi
L'ad dell'ENI Claudio Descalzi - Sputnik Italia, 1920, 25.09.2021
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L’amministratore delegato di Eni spinge sulla geopolitica energetica, puntando sullo sviluppo di infrastrutture in Africa. Il ritorno al nucleare in Italia “sarebbe difficile”, bisogna puntare su tecnologie innovative su cui ci sono competenze.
L’Europa è troppo dipendente dalle importazioni di energia, da Est e da Nord, e deve dotarsi “di un piano di sicurezza energetica strutturato e a lungo termine” e poi iniziare a “rivolgersi verso Sud, all’Africa” per integrare e mixare le fonti.
È la posizione dell’amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi che, parlando a Repubblica, avverte sull’inverno, “che rischia di essere critico” in Europa per l’approvvigionamento di energia.

Il gas sarà più caro, “anche perché le scelte che sono state fatte in passato hanno pesato molto sull’offerta”, ma i “prezzi in salita per un aumento della domanda sono fenomeni tipicamente di mercato” e non dipendono dalla Russia, “che sta rispettando i contratti in essere”.

Puntare a Sud

L’Europa, ribadisce Descalzi, si approvvigiona principalmente da Russia e Norvegia e deve iniziare a fare “geopolitica in senso più ampio, perché bisogna prima di tutto dotare l’Africa di infrastrutture per produrre energia, darla in primo luogo alle popolazioni locali e poi esportare quella che non viene utilizzata là”.
Una strategia che Eni adotta da anni in Nigeria, Congo, Ghana ed Egitto, dando gas al sistema locale, dice l’Ad.
È “un progetto che deve avere come minimo una dimensione nazionale o meglio ancora sovrannazionale; una società come la nostra da sola non basta”.

Il nucleare? Troppo tardi

Per Descalzi bisogna adottare un approccio senza pregiudizi sulle fonti di energia da adottare in futuro, per sostituire i combustibili fossili, “dall’idrogeno, alle bioraffinerie, alla cattura delle emissioni”.

Ma sul nucleare, su cui in Italia si è riaperto il dibattito, è scettico: “Mi sembra molto difficile pensare al nucleare, sebbene di quarta generazione, in un Paese come il nostro, dove anche per mettere un impianto a pannelli solari si fatica”.

Descalzi ritiene che sia più produttivo “focalizzarci sulle tecnologie in cui abbiamo acquisito più competenza”. E richiama i progetti di ricerca e innovazione portati avanti da Eni, tra cui la fusione a contenimento magnetico, che ha raggiunto un primo grande successo con il primo test su di un magnete a superconduttori ad alta temperatura che ricrea la fusione delle stelle.
Logo aziendale di Eni  - Sputnik Italia, 1920, 08.09.2021
Eni annuncia la “fusione” green e sicura: successo del primo test per l’energia del Sole
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