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Cingolani si prepara per la PreCop: “Abbiamo tre armi per ridurre la C02 e salvare l’ambiente”

© Sputnik . Evgeny UtkinRoberto Cingolani
Roberto Cingolani - Sputnik Italia, 1920, 25.09.2021
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Il ministro della Transizione ecologica annuncia il decreto per le infrastrutture per la raccolta differenziata e non esclude l’uso di termovalorizzatori. Sulle rinnovabili: la strada è segnata.
Energie rinnovabili, riciclo dei rifiuti e trappole per i gas serra, sono queste le “tre armi” che, secondo il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, sono in mano all’Italia per contrastare l’emergenza clima.
Il ministro, che parla a Repubblica, si prepara per la PreCop di Milano, che si svolgerà da giovedì a sabato e sarà l’ultimo appuntamento dei ministri dell’Ambiente prima del vertice Onu di Glasgow sul clima.
“Abbiamo tre armi per ridurre la CO2 nell’atmosfera e combattere l’emergenza climatica. Stiamo per caricarne una fondamentale”, annuncia al quotidiano romano.
Si tratta dei decreti con i criteri di selezione dei progetti per le infrastrutture a supporto della raccolta differenziata e dei riciclo, che saranno pubblicati il 30 settembre.

La prima arma: la circolarità

E Cingolani spiega subito perché i rifiuti e il riciclo sono un tema legato alla lotta ai cambiamenti climatici: “Spesso non si considera che se avessimo un’economia davvero circolare, emetteremmo molta meno CO2”, spiega.
Con il riciclo e il riuso di plastica, vetro e alluminio “risparmiamo una quantità enorme di energia. E quindi emettiamo molti meno gas serra”.
Nei decreti saranno contenute le regole “a cui si dovrà attenere chi parteciperà ai bandi per la realizzazione di una filiera finalmente efficace per la raccolta differenziata e il riciclo dei materiali”.
Si tratta di 1,6 miliardi di euro, il 60% dedicato al Sud, con l’obiettivo di realizzare 50 impianti e nuove isole ecologiche.
“È il primo passo per raggiungere l’obiettivo di avere anche in Italia il 65% di rifiuti riciclati e non più del 10% che va in discarica” ed è “una tappa fondamentale per la riduzione della CO2 emessa”.
Come fatto per il nucleare, non scartato a priori, Cingolani fa un analogo discorso per i termovalorizzatori: “Se dopo questa operazione, che scommette sull’economia circolare, ci accorgeremo che non siamo riusciti a limitare al 10% la percentuale di rifiuti che va in discarica, allora si prenderanno in considerazione i termovalorizzatori”.

Le rinnovabili: il cammino è avviato

Sul tema delle fonti rinnovabili di energia e del grande salto a cui è chiamata l’Italia, per installare al 2030 70 gigawatt di elettricità da eolico e fotovoltaico, Cingolani rivendica che “come ministero abbiamo fatto tutto ciò che era in nostro potere per preparare la strada”.

L’obiettivo sarà raggiunto con un aumento di otto gigawatt all’anno e “se tra un anno non ci saranno quegli 8GW in più vorrà dire che il meccanismo si è inceppato: qualcuno la transizione energetica non la vuole davvero”.

La cattura della Co2

Infine, Cingolani parla dell’ultima arma a disposizione: la cattura della Co2.
“Per milioni di anni, mari, suoli e foreste hanno assorbito il carbonio mantenendo l’equilibrio. Che poi è saltato con la Rivoluzione industriale e la crescita dei consumi energetici: ogni anno usiamo 170mila miliardi di kilowatt/ora”.
Il ministro, quindi, parla di interventi che recuperino lo stato di salute di mari, foreste e suolo, per “regalarci fenomenali trappole naturali per la CO2”.
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