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Spyware Pegasus, presi di mira i telefoni di cinque ministri francesi in carica

Hacker al lavoro - Sputnik Italia, 1920, 24.09.2021
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I telefoni di almeno cinque ministri francesi in carica sono stati violato dallo spyware Pegasus tra il 2019 e il 2020.
Controllato anche il dispositivo di almeno un membro dell'entourage di Emmanuel Macron.
È quanto riferisce la rivista investigativa francese Mediapart, citando le sue fonti. Secondo l'outlet, una recente indagine del governo francese ha rivelato che i cellulari di cinque funzionari recavano tracce della presenza del software di spionaggio.

In particolare, ad essere finite vittima di spionaggio sono stati il ministro dell'Istruzione nazionale Jean-Michel Blanquer, il ministro della Coesione territoriale e delle relazioni con le autorità locali Jacqueline Gourault, il ministro dell'Agricoltura Julien Denormandie, il ministro delegato per l'Edilizia abitativa, l'ex ministro della Transizione ecologica Emmanuelle Wargon e il ministro dell'Oltremare Sébastien Lecornu.
Mediapart ha riferito che anche il telefono di almeno un membro della squadra diplomatica del presidente Emmanuel Macron conteneva tracce della presenza Pegagus.
Il giornale investigativo non ha rivelato quale sia il Paese responsabile dello spionaggio di questi fuznionari.

In precedenza Le Monde aveva scritto che l'intelligence marocchina avrebbe utilizzato il software per spiare il presidente Macron e il suo gabinetto. Tali accuse sono state categoricamente respinte al mittente da Rabat.

L'Eliseo, così come i ministri coinvolti e citati da Mediapart, non ha per il momento commentato la questione.
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Il caso Pegasus

Il 17 luglio scorso, un gruppo di media guidato da Forbidden Stories hanno pubblicato un'indagine congiunta che ha rivelato che il software Pegasus sarebbe stato utilizzato per spiare migliaia di persone in tutto il mondo, inclusi leader di stato, politici dell'opposizione, giornalisti e attivisti per i diritti umani.
Tra le figure di spicco coinvolte ci sarebbero anche il primo ministro pakistano Imran Khan, il re del Marocco Mohammed VI, il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa, il presidente iracheno Barham Salih e il presidente del Consiglio europeo Charles Michel.

Nel complesso, secondo quanto riferito, lo spyware è stato utilizzato per colpire 50.000 numeri di telefono in tutto il mondo.

NSO Group, che ha sviluppato il software, ha, da parte sua, descritto il rapporto investigativo come pieno di "ipotesi errate" e "teorie non confermate".

L'azienda ha sottolineato che il suo prodotto viene utilizzato esclusivamente per monitorare e tenere sotto controllo i dispositivi telefoni di criminali e terroristi.
L'azienda ha affermato di aver scelto meticolosamente i propri clienti e di aver rifiutato le offerte provenienti da circa 90 paesi. NSO Group ha rifiutato di rivelare i propri clienti e le nazioni con cui si è rifiutata di fare affari.
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