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Stato-mafia, pg Palermo: "Valuteremo l'impugnazione del verdetto dopo aver letto le motivazioni"

© FotoGiovanni Falcone e Paolo Borsellino
Giovanni Falcone e Paolo Borsellino - Sputnik Italia, 1920, 24.09.2021
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Assolti dalla Corte d'Assise d'Appello gli ex ufficiali del Ros Mario Mori, Antonio Subranni e Giuseppe De Donno e il senatore Marcello Dell'Utri, accusati di minaccia a Corpo politico dello Stato.
La Procura di Palermo si mantiene prudente e non si pronuncia in merito ad un'eventuale impugnazione della sentenza di assoluzione della corte d'assise d'appello che ha ribaltato il processo in primo grado della cosiddetta Trattativa Stato-mafia.
"Dire ora, senza aver letto le motivazioni, se ricorreremo in Cassazione contro la sentenza di ieri, sarebbe un inammissibile passo in avanti", ha dichiarato Anna Maria Palma, procuratore generale facente funzioni di Palermo.

"La sentenza - spiega la Palma - potrebbe anche convincerci, perciò attendiamo di leggere le motivazioni prima di qualunque decisione".

In secondo grado la corte ha pronunciato una sentenza di assoluzione nei confronti degli ex ufficiali del Ros Mori, Subranni e De Donno e l'ex senatore Dell'Utri al processo sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia.
Mori, Subranni e De Donno sono stati assolti con la formula, perché il "fatto non costituisce reato", mentre Dell'Utri "per non aver commesso il fatto".
L'ex pm di Palermo, Antonio Ingroia, ha definito il verdetto una sentenza double face, perché condanna i mafiosi, ma assolve gli uomini di Stato. Per l'ex magistrato antimafia, si dovranno attendere le motivazioni dei giudici, ma il dispositivo della sentenza, che conferma la condanna di Antonino Cinnà, è la prova che la trattativa c'è stata.
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