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La risposta di Kim Yo-jong alla proposta di Seul di porre fine ufficialmente alla guerra di Corea

© REUTERS / Leah MillisSorella minore del leader della Repubblica Popolare Democratica di Corea e la vicedirettrice del Comitato Centrale del Partito del Lavoro Kim Yo-jong
Sorella minore del leader della Repubblica Popolare Democratica di Corea e la vicedirettrice del Comitato Centrale del Partito del Lavoro Kim Yo-jong  - Sputnik Italia, 1920, 24.09.2021
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La Corea del Nord e la Corea del Sud sono tecnicamente ancora in guerra, poiché il conflitto del 1950-1953 si è concluso senza un accordo di pace, ma soltanto con un armistizio.
Kim Yo-jong, sorella del leader nordcoreano Kim Jong-un, ha risposto a una dichiarazione rilasciata dal presidente sudcoreano Moon Jae-in all'Assemblea generale delle Nazioni Unite all'inizio di questa settimana.
Moon ha proposto di dichiarare la fine ufficiale della guerra di Corea, osservando che un tale atto "porterebbe a progressi irreversibili nella denuclearizzazione e inaugurerebbe un'era di pace completa".

Kim Yo-jong, che secondo i media sudcoreani sarebbe stata incaricata di gestire le relazioni con Seoul, ha affermato che è "ammirevole" che la Corea del Sud faccia una tale proposta, ma ha sottolineato che la Casa Blu deve prima fermare le sue "politiche ostili" per poter concludere un accordo di pace con il suo vicino.
Allo stesso tempo, la sorella di Kim ha osservato che Pyongyang sarebbe disposta a negoziare con il suo vicino, se quest'ultimo interrompesse le azioni provocatorie.

"Ciò che deve essere fermato sono gli atteggiamenti doppiogiochisti, i pregiudizi illogici, le cattive abitudini e la posizione ostile di giustificare i propri atti, mentre si critica il nostro giusto esercizio del diritto all'autodifesa. Solo quando tale precondizione sarà soddisfatta, potremo sederci faccia a faccia e dichiarare la fine della guerra", ha affermato Kim Yo-jong in una nota.

L'escalation della crisi tra le due Coree

In precedenza, Kim Yo-jong, considerata una delle voci più importanti nel processo decisionale del governo nordcoreano, aveva duramente condannato le esercitazioni congiunte di Seoul con gli Stati Uniti e l'invio di volantini di propaganda alla Corea del Nord.

Quest'ultima pratica, in particolare, ha provocato un'inaspettata escalation di tensioni la scorsa estate, con la Corea del Nord che ha distrutto un ufficio di collegamento intercoreano, utilizzato come ambasciata di fatto e canale di comunicazione tra i due Paesi.
Dopo la distruzione, la Corea del Sud ha vietato agli attivisti di inviare volantini alla Corea del Nord. All'inizio di questo mese, entrambe le parti si sono scambiate accuse, dopo che Pyongyang ha effettuato due test di missili balistici, mentre Seoul ha testato un missile balistico lanciato da un sottomarino.
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