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Il mondo dello spettacolo a Draghi: “Serve il 100% della capienza”. Mogol: “Siamo allo stremo”

CC0 / Free-Photos / ConcertRagazzi ad un concerto. In un anno di stop le cifre date da Bauli in piazza fotografano un settore in ginocchio: -89% concerti dal vivo.
Ragazzi ad un concerto. In un anno di stop le cifre date da Bauli in piazza fotografano un settore in ginocchio: -89% concerti dal vivo. - Sputnik Italia, 1920, 24.09.2021
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Cultura 100x100: con questo slogan la SIAE lancia una petizione per chiedere al governo di eliminare le restrizioni ancora in vigore per teatri, cinema e spazi dedicati alla musica dal vivo.
La Società Italiana degli Autori ed Editori, la Siae, si fa promotrice del grido di dolore di un settore che dava lavoro a 1,5 milioni di persone prima della pandemia e lancia una petizione per sollecitare il governo Draghi a far riaprire, veramente, il settore dello spettacolo, aumentando la capienza dei teatri, dei cinema, degli spazi deputati alla musica dal vivo al 100%.
"Abbiamo sempre rispettato le regole e le leggi e anteposto la salute dei cittadini a tutto il resto. Ora però siamo veramente allo stremo", dice il presidente della Siae, Giulio Rapetti Mogol lanciando l’appello sottoscritto tra gli altri da Stefano Accorsi, Claudio Baglioni, Fiorello, Gino Paoli, Eros Ramazzotti e Carlo Verdone.
E gli organizzatori degli spettacoli insistono: "Whatever it takes show must go on".
Uno slogan reso celebre proprio dal premier Mario Draghi e che viene ripreso per chiedere che ci sia una riapertura di tutti gli spazi dedicati allo spettacolo, tornando alla capienza massima, mantenendo, però, le misure di contenimento come green pass e mascherine.
Il comparto chiede anche di far ripartire subito concerti e spettacoli, fermi da oltre 80 settimane, con un calo delle entrate medio del 97%.

Mogol: "Fateci ripartire in sicurezza"

Dal presidente della Siae arriva l’appello accorato a Draghi e al ministro della Cultura Dario Franceschini, perché si possano riprendere le attività, anche grazie alle vaccinazioni e al green pass.
“Moltissimi artisti si sono schierati in favore della campagna vaccinale”, ha ricordato.
“Peraltro, molte discoteche e locali stanno finendo nelle mani della malavita organizzata, con l'evidente possibilità di trasformarsi così in potenziali presidi di malaffare e di spaccio”, ha sottolineato.
"Fateci ripartire in sicurezza ma fateci ripartire realmente. Abbiamo la sensazione che nel governo prevalgano o rischiano di prevalere atteggiamenti e posizioni minoritarie che francamente sembrano più irragionevolmente emotive che realmente razionali. Non vogliamo ammalarci ma il rischio di morire SANI è ormai molto reale", ha concluso.

Riaprire anche stadi e palasport

L’associazione degli organizzatori di eventi, che ha chiesto anche un incontro al governo, rinnova gli appelli alla riapertura parlando anche delle location di grandi dimensioni.
Vincenzo Spera, presidente di Assomusica ha sottolineato che si sente parlare di cinema e teatri “ ma non sentiamo mai parlare di palasport e club” e “quando si parla di stadi abbiamo la sensazione che non si parli di noi".
Se le richieste di capienza al 100% con green pass e mascherina non saranno accettate, hanno pronto un piano B: "Nel caso non venga accettato l'uso del green pass, siamo anche disposti ad arrivare al punto di far entrare solo chi ha concluso il ciclo vaccinale e gli immunizzati”.
E poi chiedono una data certa per ripartire anche per gli eventi in contesti più grandi, facendo riprendere i concerti già a ottobre.
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