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Hunter Biden avrebbe chiesto $2 milioni a dei finanziatori democratici per sbloccare i fondi libici

© AP Photo / Nick WassBarack Obama, Joe Biden ed Hunter Biden
Barack Obama, Joe Biden ed Hunter Biden - Sputnik Italia, 1920, 24.09.2021
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Le mail pubblicate da Business Insider non sono collegate a quelle ritrovate nel 2019 nel 'laptop infernale' di Hunter Biden.
Tra il 2015 e il 2016, Hunter Biden avrebbe chiesto un acconto annuale di 2 milioni di dollari, più "commissioni di successo", per aiutare due finanziatori del Partito democratico a sbloccare i beni libici durante l'amministrazione Obama.
È quanto emerge da due nuove e-mail ottenute dalla testata americana Business Insider.
Finora, la Casa Bianca non ha rilasciato dichiarazioni in merito alle rivelazioni del magazine sul figlio del presidente americano.
La rivista ha riferito che la prima e-mail, che risale al 28 gennaio 2015, è stata inviata da Sam Jauhari a un altro finanziatore, lo sceicco Mohammed al-Rahbani. In questo documento viene sottolineato il ruolo di Hunter Biden come presidente del Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite e il suo rapporto con l'allora Segretario di Stato John Kerry e il padre, allora vicepresidente.

"Dal momento che [Hunter Biden - ndr] viaggia con papà, ha connessioni ovunque in Europa e in Asia, dove M.Q. [Muammar Gheddafi - ndr] e LIA [la Libya Investment Authority - ndr] hanno congelato i fondi", si legge nel testo della prima mail.

Jauhari, da parte sua, ha chiarito nell'e-mail come fosse preoccupato che il figlio di Joe Biden potesse creare problemi nei loro sforzi per sbloccare i fondi libici.

"I suoi difetti sono che è alcolizzato, tossicodipendente, è stato cacciato dall'esercito degli Stati Uniti per uso di cocaina, va a caccia di prostitute di basso rango, ha costantemente problemi di liquidità e molti altri grattacapi", ha affermato Jauhari.

La seconda e-mail, del 26 febbraio 2016, si concentrerebbe invece sul ruolo di Hunter Biden in un progetto libico menzionato da John Sandweg, un avvocato che all'epoca era direttore facente funzione nell'amministrazione Obama per l'agenzia per l'immigrazione e le dogane.

"Ho parlato con il team di HB [Hunter Biden- ndr] ieri. Sono interessati al progetto, ma hanno sottolineato che per essere coinvolti, il team (lobbisti, avvocati e PR) dovrebbe essere un piccolo gruppo di persone in strette relazioni", si legge nella mail di Sandweg.

Business Insider ha sottolineato che le e-mail "non sono collegate" a quelle estrapolate dal laptot che Hunter Biden avrebbe portato in un un negozio di informatica nel 2019 per delle riparazioni, salvo non tornare poi a ritirarlo.

Lo scandalo del 'laptop infernale'

Il computer in questione, che alla fine è stato ribattizzato dai media il 'laptop infernale', conteneva numerose foto apparentemente scattate dallo stesso Hunter Biden, oltre a una serie di documenti, che mettevano in dubbio le affermazioni di Joe Biden, secondo cui l'attuale capo di stato americano non aveva mai approfittato della sua posizione di vicepresidente per aiutare suo figlio nei suoi affari esteri.

I documenti, scoperti dal NY Post, suggerivano che il giovane Biden avesse organizzato un incontro tra uno dei membri della compagnia del gas ucraina Burisma, indagato in passato per corruzione, e suo padre, che all'epoca era vicepresidente degli Stati Uniti.
Il disco rigido del laptop avrebbe contneuto anche informazioni su oscuri rapporti d'affari tra Hunter Biden e aziende cinesi, tra cui anche alcune vicine al Partito Comunista Cinese.
Joe Biden ha ripetutamente negato tutte le accuse di cattiva condotta da parte sua o di suo figlio.
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