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‘Compagni di merende’, studio rivela curiosi particolari sulla vita sociale dei pipistrelli vampiro

© Foto : Pixabaypipistrelli
pipistrelli - Sputnik Italia, 1920, 24.09.2021
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Il pipistrello vampiro, un particolare tipo di pipistrello che vive in America Latina e si nutre esclusivamente di sangue, è una specie molto studiata per via delle particolari qualità del suo morso anestetizzante e del suo comportamento sociale. Un nuovo studio svela acuni particolari del comportamento incredibilmente cooperativo di questa specie.
Il pipistrello vampiro, noto anche come ‘vampiro vero di Azara’, nome scientifico Desmodus rotundus, è una specie molto studiata. Vive solo in America Latina e ha due particolarità molto apprezzate dai ricercatori - la prima, interessante per gli studiosi di chimica e ricercatori farmacologici, la seconda, invece, è molto suggestiva per gli studiosi comportamentali, non solo per quanto riguarda gli animali, ma anche per gli insegnamenti che da questi si possono trarre per quanto riguarda le società umane.
Per chimici e ricercatori farmacologici questa specie è preziosa perché è capace di succhiare il sangue da altri vertebrati, spesso molto più grandi, come coccodrilli o bufali, inferendo dei morsi con gli incisivi e evitando che il sangue si coaguli, grazie ad una glicoproteina anticoagulante, nota come draculina, contenuta nella saliva degli stessi chirotteri e capace anche di effetti anestetizzanti, tanto che la vittima spesso neppure si accorge di essere sotto salasso.
Per gli studiosi comportamentali, invece, la specie è importante per via del suo ‘altruismo reciproco’, caratterizzato da un particolare tipo di cooperazione, nella quale, soprattutto le femmine, rigurgitano il sangue prelevato dalle prede per donarlo, non solo ai propri piccoli, ma anche ad altri membri della colonia non necessariamente parenti.
Questo comportamento è molto importante dal punto di vista evolutivo, perché si tratta di una specie che ha bisogno di nutrirsi almeno una volta ogni tre giorni, ma in cui gli esemplari più giovani, per via della poca esperienza, spesso non riescono a procurarsi il nutrimento necessario, perché si fanno scoprire dalle vittime.
Questo comportamento è già ben noto agli scienziati, che hanno compiuto diversi studi al riguardo, ma ancora non era chiaro fino a che punto tale comportamento sociale potesse spingersi. Due, in particolar modo, erano i quesiti ancora aperti: fino a che punto questo tipo di collaborazione può spingersi e come nasce la collaborazione tra individui non parenti.
Un nuovo studio dello Smithsonian Tropical Research Institute di Panama, apparso ieri, giovedì 23 settembre, sulla rivista scientifica PLOS Biology, ha fatto maggiore luce su questi due aspetti.
Gli scienziati Gerald Carter, assistente professore di evoluzione, ecologia e biologia degli organismi presso l'Ohio State University, e il suo collega Simon Ripperger, hanno collegato piccoli dispositivi a 50 pipistrelli, per monitorare i loro schemi di foraggiamento a Panama.

‘Amici per la pelle’

La prima cosa che gli scienziati hanno rilevato è che la collaborazione non si limita alla vita sociale di posatoio, ma coinvolge anche gli aspetti della caccia. In effetti, alcuni esemplari sono stati notati succhiare sangue insieme, condividendo il pasto che uno solo si era procurato aprendo una ferita sulla pelle della vittima. Questo significa che la collaborazione si estende anche alla caccia.
Altro particolare notato è stato che la collaborazione non è affatto un fenomeno generalizzato, gli esemplari non collaborano con individui a caso a seconda delle circostanze, ma sempre e solo con gli stessi, non necessariamente appartenenti alla stessa famiglia.
Andando ad analizzare la provenienza degli esemplari, si è infatti notato che 23 di questi, in precedenza, avevano vissuto insieme in cattività prima di essere stati liberati, e proprio tra questi si era formata una sorta di particolare ‘fratellanza’, non dovuta quindi a questioni parentali, ma a una particolare ‘amicizia’, maturata per condivisione di esperienza.
"La prima reazione delle persone ai pipistrelli vampiri è di solito, 'Uh, spaventoso'. Ma una volta che inizi a raccontare delle loro complesse vite sociali, tutti rimangono sorpresi di quante similitudini si possano trovare tra il loro comportamento e il nostro”, ha detto il coautore dello studio Simon Ripperger, un ricercatore post-dottorato dello Smithsonian Tropical Research Institute.
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