Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Tridico: “La ripresa c’è, ma bisogna sostenere giovani e donne. E ora il salario minimo”

© Foto : Twitter / INPSPasquale Tridico
Pasquale Tridico - Sputnik Italia, 1920, 23.09.2021
Seguici su
Il presidente dell’Inps spiega i dati sulla crescita dell’occupazione, che vede l’aumento dei contratti a termine e l’alta incidenza dei part-time per la forza lavoro femminile. Gli incentivi siano “mirati”, dice.
Basta incentivi a pioggia, sì al salario minimo, intervenire sulla precarietà e incentivare l’occupazione femminile e giovanile. Sono questi i punti fermi del presidente dell’Inps Pasquale Tridico, intervistato da La Stampa.

“Questo è il momento di interventi contro la precarietà ed i salari bassi e per favorire l’occupazione di donne e giovani. La crescita è forte, ma deve essere inclusiva”, dice al quotidiano torinese.

Il Pil e i dati sull’occupazione, infatti, parlano di un Paese in ripresa, ma, analizzandoli da vicino, testimoniano anche disuguaglianze.
“Le entrate contributive, che per noi sono un po’ il termometro dell’andamento dell’economia, salite dell’8%, circa nove miliardi in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Oltre a questo, abbiamo un dato molto importante sugli occupati, cresciuti complessivamente quasi di un milione in più rispetto al primo semestre 2020 e cresciuti anche rispetto al 2019”, ricorda Tridico.
Ma a questo si affianca “l’alta incidenza di part-time per le donne” e, nonostante la ripartenza, “cresce l’occupazione a termine e purtroppo permangono le disuguaglianze, e le disparità di genere pure”.

Per questo motivo, per il presidente dell’Inps, bisognerà intervenire a sostegno del lavoro stabile e fare in modo che la crescita “sia per tutti”.

Più attenzione alle donne e alle madri

Tridico sottolinea che nelle misure di intervento per il sostegno al mondo del lavoro servirebbe più attenzione alle “giovani madri”.

I dati Inl, secondo cui nel 2020 sono state più di 33mila le donne indotte a lasciare il lavoro dopo il parto, dimostrano che “è un problema serio, non di oggi. Lo si può risolvere attribuendo alla lavoratrice che rientra dalla maternità tre anni di esonero contributivo”.

In modo da non legare l’incentivo all’assunzione, ma al rientro nella stessa azienda dopo il periodo di aspettativa.

Il salario minimo: è ora

Per il presidente dell’Inps, poi, bisogna puntare a introdurre il salario minimo.
La soglia realistica sarebbe quella di nove euro lordi: “Non fa aumentare la disoccupazione e fa diminuire il lavoro povero. Non è da trascurare l’impatto sulla qualità della vita e la salute, in particolare dei bambini, oltre che su un maggior gettito per la finanza pubblica”, sottolinea.

I giovani e gli incentivi mirati

Infine, per la categoria dell’occupazione giovanile, Tridico propone il riscatto della laurea “in maniera gratuita” oppure la maggiorazione del coefficiente di trasformazione dei periodi di formazione, “o ancora riprendendo un’idea che prima della pandemia era molto citata, ovvero introdurre la pensione di garanzia per evitare pensioni povere, in futuro”.
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала