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L’Europa accusa la Russia di “esportare il freddo”

© Sputnik . Eugeniy Biyatov / Vai alla galleria fotograficaGasdotto
Gasdotto - Sputnik Italia, 1920, 23.09.2021
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La realtà ha inferto un duro colpo ai progetti europei di “transizione energetica”. Nell’ultimo anno, i prezzi spot del gas sono quasi decuplicati, generando un aumento generalizzato di tutti i prodotti e servizi: energia elettrica, carburante, trasporti, prodotti alimentari…
Inizialmente, soltanto le Borse erano contente di questi aumenti. Ma, dopo circa un mese, gli aumenti hanno colpito le tasche del comune cittadino europeo. Secondo le previsioni più modeste, l’anno prossimo una famiglia britannica media si troverà a pagare per l’elettricità 1.500 sterline in più di prima. Senza considerare che in Regno Unito un chilowatt pro capite costava già prima 6 volte di più che in Russia e che ben 2 milioni di famiglie non pagavano le bollette, perché troppo care.
Ma allora l’energia rinnovabile? E tutte le fonti di energia green? Non possiamo che fare ammenda e riconoscere l’ovvio. L’eolico e il solare non ce la fanno. Quest’anno, in Europa, si è registrato un calo della produzione di energia a partire dalle rinnovabili. A gennaio l’UE ha rischiato un enorme blackout.
Assenza di vento in estate, elevata nuvolosità, rigido inverno passato e paura che il prossimo inverno possa essere altrettanto rigido: sono tutti fattori che hanno inciso sul mercato più significativamente che l’impegno di ridurre il proprio impatto ambientale.
E le conseguenze non si fanno aspettare. L’aumento dei prezzi dell’energia elettrica ha portato alla chiusura degli stabilimenti di produzione di fertilizzanti. Crescono anche i costi della logistica. Gli agricoltori confusi, incolpati di far aumentare le emissioni di carbonio, alzano preventivamente i prezzi dei propri prodotti. La gente perde il lavoro e poi guarda con terrore i prezzi del cibo al supermercato.
Pare che il mercato europeo sia sull’orlo di una crisi energetica.
Ad oggi, l’Europa non ha alternative migliori se non sviluppare la cooperazione con la Russia e rifornirsi presso le centrali nucleari russe (la fonte energetica ad oggi più pulita e potente).
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Ma l’Europa non può farlo, perché i partner americani non capirebbero. E allora le autorità europee, a dispetto di tutti gli slogan ambientalisti, stanno cominciando a ricorrere massivamente al carbone, ossia il carburante più inquinante, dannoso e giustamente criticato dalla comunità scientifica tutta. Invece di un paradiso green, l’Europa sta costruendo un inferno di carbone caotico, inquinato e che genera povertà per la popolazione.
La classe media europea, in un solo anno, si è impoverita a tempi record. L’aumento dei prezzi non farà che aumentare questo processo. Solo nel mese di settembre 2020, il 14% delle famiglie con figli in Gran Bretagna non ha avuto soldi a sufficienza per il cibo. Quest’estate la quota di queste famiglie è salita al 24%.
Il governo ha tentato di tutelare i più poveri. Ai bambini, a cui era stata concessa la mensa scolastica gratuita, sono stati assicurati pasti anche durante il periodo delle vacanze. Ad alcuni venivano consegnati dei pacchi di cibo, che i genitori hanno fotografato e condiviso sui social media. I pacchi contenevano il cibo per una settimana: pasta, scatolette di fagioli, formaggio, patate, 2 carote, 3 mele.
Alle famiglie in difficoltà si è cominciato a distribuire anche dei buoni pasto. Un buono pasto settimanale consentiva di risparmiare 3 sterline. Oggi “costa” 4,25 sterline. Può essere utilizzato al supermercato per comprare soltanto latte, verdure, frutta, legumi e cibi per bambini. Non sono concessi carne, pesce, formaggi, dolci e prodotti da forno. Ma cosa si può comprare con questi soldi da Tesco, ad esempio? Soltanto 2 litri di latte, un paio di chili di patate e 5 banane. Nient’altro.
Il governo inglese sostiene che questi alimenti siano un'“alimentazione sana”. A chi, tra i lettori, ha un altro retroterra, questo ricorderà i tempi del comunismo militare in cui si faceva la fame.
Oggi, sullo sfondo dell’aumento incontrollato dei prezzi, queste famiglie se la passano molto male: presto saranno costrette a scegliere tra il cibo e il riscaldamento.
Solitamente, in Gran Bretagna ogni inverno muoiono alcune decine di migliaia di pensionati, anche per via del risparmio sul sistema di riscaldamento. Prima di addormentarsi accendono una stufetta, ma la mattina li trovano deceduti per il freddo eccessivo. Nel 2014 sono morte in questo modo oltre 40.000 persone. Per quest’inverno si prevede un numero simile di morti.
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In Spagna, gli inverni sono decisamente più miti, ma la situazione alimentare non è più rosea. Soltanto a Madrid, a inizio di quest’anno, ben 186.000 persone hanno usufruito dei prodotti alimentari gratuiti messi a disposizione sugli scaffali. Si tratta del valore peggiore degli ultimi 25 anni. Tra le persone in difficoltà ci sono sempre più anziani. La loro pensione la danno solitamente ai figli o ai nipoti disoccupati. Secondo le stime di un’organizzazione benefica spagnola, il numero di anziani che vi si rivolgono è aumentato del 63% in un anno.
Uno degli organizzatori della campagna di distribuzione gratuita di cibo ha raccontato che alcune persone si recano presso i punti di distribuzione dopo aver fatto anche 2 ore di strada a piedi, perché non hanno i soldi per il biglietto dell’autobus.
E non si tratta di senzatetto o persone che abusano di stupefacenti. Si tratta del residuato della classe media europea. Chi ha perso il lavoro, ha utilizzato tutti i risparmi e si trova impotente di fronte agli improvvisi rincari.
L’aumento dei prezzi dell’energia elettrica ha un’altra scomoda conseguenza. Renderà i prodotti europei meno competitivi sul mercato globale. Il principale mercato per l’UE è sempre stato quello americano. L’accesso a quest’ultimo legava gli europei al loro padrone oltreoceano in maniera tanto forte, quanto la presenza di basi americane sul territorio europeo. Ma ora la situazione sta diventando paradossale.
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Nonostante le autorità americane spingano gli europei a prendersi impegni sul versante green, le stesse non si affrettano affatto ad effettuare la transizione verso il solare e l’eolico. L’energia elettrica a basso costo conferisce loro un vantaggio concorrenziale che elimina l’UE dal mercato. È piuttosto pesante, se consideriamo che si tratta di alleati! Ma del resto, non è forse vero che gli USA si comportano sempre così nei confronti dei loro vassalli?
Alla luce delle crescenti difficoltà della popolazione, persino i politici europei, notoriamente distaccati dalla realtà, hanno deciso di fare qualcosa. Hanno cominciato a cercare dei colpevoli. E li hanno trovati subito. Guarda caso, hanno incolpato i russi.
I deputati del parlamento britannico hanno scritto una lettera indirizzata a Gazprom, proprio come facevano i sudditi al sultano ottomano. Il documento incolpa Gazprom di aver “manipolato il mercato” e alzato i prezzi del gas. Lo stesso approccio è stato adottato dal Parlamento europeo. Alcuni parlamentari invitano la Commissione Europea a svolgere un’indagine antitrust e a citare in giudizio Gazprom per il rincaro generalizzato dei prodotti in Europa.

Ma c’è un problema. Infatti, stiamo parlando dei prezzi spot del gas, ossia di quei contratti a breve termine che Gazprom non ha mai voluto concludere. La società è stata anche citata in giudizio dall’UE su questo tema è ha perso la causa.

Gazprom ha sempre proposto di concludere accordi di lungo periodo, con prezzi stabili e indipendenti dalle fluttuazioni di mercato. Tuttavia, all’epoca, per gli europei erano più vantaggiosi i prezzi spot. E ora tentano di incolpare la società russa di avidità e mancata lungimiranza.
Da anni Gazprom sta giocando con regole stabilite dagli europei, i quali oggi si indignano delle loro stesse regole. Ridateci tutto allora!
Tutto questo ricorda un po’ il caso Ucraina. Ma allora qual è la soluzione per gli europei? Acquistare GNL americano? Dopotutto, i partner oltreoceano sono maestri nella “manipolazione del mercato”.
Sfruttando la condizione di difficoltà degli alleati, propongono un prezzo che minimizza gli attuali problemi europei. Ma, in fin dei conti, se ragioniamo correttamente e non come fanno le élite europee, l’unica alternativa al gas russo è il nucleare russo.
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