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“La Turchia dovrebbe ritirarsi dalla Siria e porre fine all'occupazione” - ministro Esteri siriano

© AFP 2021 / ARIS MESSINISSoldati turchi al confine con la Siria
Soldati turchi al confine con la Siria - Sputnik Italia, 1920, 23.09.2021
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Il ministro degli Esteri siriano Faisal Mekdad ha detto a Sputnik che Damasco considera la presenza della Turchia in Siria un atto di occupazione e vuole vedere Ankara ritirare immediatamente le sue forze.
Il ministro Mekdad ha sottolineato che le truppe turche devono lasciare i terreni contesi, poiché la Siria considera la presenza di queste come una violazione dei suoi diritti.
"La causa principale [dell'escalation nella regione di Idlib] è l'occupazione turca e il sostegno dato dalla Turchia ai gruppi terroristici", ha detto Mekdad a Sputnik mercoledì.

"La Turchia dovrebbe ritirarsi immediatamente e la comunità internazionale dovrebbe sostenere gli sforzi siriani nella liberazione dei territori occupati nel nord del Paese".

Le osservazioni di Mekdad sono emerse mercoledì in conseguenza al fatto che la Turchia ha schierato ulteriori truppe nella Siria nordoccidentale, in vista di un incontro imminente tra i funzionari turchi e i leader di Russia e Iran nella prossima settimana.
La Turchia ha mantenuto la sua presenza in Siria per lungo tempo, con posizioni di combattimento in gran parte statiche per oltre un anno, dopo che il presidente turco Recep Tayyip Erdoggan e il presidente russo Vladimir Putin hanno stipulato una tregua tra le forze turche e siriane.

Recentemente, Putin ha definito la continua presenza delle truppe straniere in Siria come il "problema principale" negli sviluppi in corso, sottolineando l'urgente necessità che tali forze si ritirino dalla regione.

Il viceministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov ha aggiunto che la continua presenza di truppe americane nella Siria orientale equivarrebbe a una partizione de facto della nazione devastata dalla guerra. Le truppe statunitensi, in effetti, sono schierate nella nazione dalla fine del 2015.
Idlib rimane l'ultima grande roccaforte dei militanti siriani, che nelle ultime settimane hanno intensificato i loro attacchi alle posizioni delle truppe governative.
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