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Iran: l'AEIA deve avere accesso al combustibile per i sottomarini nucleari australiani

© AP Photo / Vahid SalemiBandiera iraniana, Iran, Teheran
Bandiera iraniana, Iran, Teheran - Sputnik Italia, 1920, 23.09.2021
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Teheran ha mostrato preoccupazione per l'accordo AUKUS, siglato la scorsa settimana da Australia, USA e Regno Unito.
L'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) dovrebbe avere accesso tempestivo al combustibile nucleare utilizzato per i sottomarini australiani, previsti nell'accordo AUKUS.
Ad affermarlo, nelle scorse ore, è stato Kazem Gharibabadi, ambasciatore dell'Iran presso l'AIEA:

"Per l'Australia, raggiungere un accordo di salvaguardia con l'Agenzia è essenziale. L'Agenzia dovrebbe avere accesso all'HEU [uranio altamente arricchito - ndr] lì in tempi ragionevoli e concordati e nessuna scusa è accettata al riguardo", ha twittato Gharibabadi.

Il funzionario di Teheran ha quindi fatto notare che i paesi che fanno continuamente pressioni sull'Iran per fermare l'arricchimento dell'uranio fino al 60%, "che è per scopi umanitari e pacifici", hanno approvato la vendita di sottomarini nucleari all'Australia, che utilizzano oltre il 90% di carburante HEU.
Gharibabadi ha affermato la convinzione dell'Iran che ogni membro dell'AIEA ha il diritto di portare avanti il ​​suo programma nucleare pacifico, indipendentemente dal livello di arricchimento, in base alle sue esigenze e in linea con le garanzie.

Allo stesso tempo, ha esortato il Regno Unito e gli Stati Uniti ad abbandonare la "volgare facciata del doppio standard e dell'ipocrisia" ed evitare di compromettere i loro obblighi previsti dal trattato di non proliferazione "con il pretesto delle cosiddette preoccupazioni strategiche".

L'accordo AUKUS

Lo scorso 15 settembre, Stati Uniti e Regno Unito hanno annunciato una nuova partnership strategica per la sicurezza con l'Australia, nota come AUKUS, in base alla quale l'Australia acquisirà sottomarini americani a propulsione nucleare.
Da allora, diversi Paesi, tra cui anche la Cina, hanno espresso la loro preoccupazione che tale intesa potrebbe innescare una corsa agli armamenti nucleari nella regione indo-pacifica e interrompere il regime di non proliferazione di armi nucleari.
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